Ha provato a resistere, ma non ce l’ha fatta. Anche la nostra regione si piega all’avanzare del virus e alla sua difficoltà a mantenere quei parametri che, al momento della firma del Dpcm del 3 novembre, le avevano permesso di restare in zona gialla. Nel giorno in cui il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini annuncia in un post su facebook di avere la polmonite bilaterale “ad uno stadio iniziale; al momento, i medici ritengono che possa essere adeguatamente curato da casa, senza dover essere ricoverato”, l’Emilia-Romagna diventa, da domenica 15 novembre, zona arancione e tutti i cittadini dovranno fare i conti con ulteriori, più severe, misure di restrizione. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale Raffaele Donini nel corso della diretta facebook di oggi. La ratifica avverrà questa sera, quando il ministro della Salute Roberto Speranza firmerà in serata una nuova ordinanza che andrà in vigore a partire appunto da domenica 15 novembre.

Cosa comporta il passaggio alla zona arancione? Oltre a non poter circolare dalle 22 alle 5 del mattino (salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute per i quali sarà necessario esibire un’autocertificazione), non è possibile, in qualsiasi orario, uscire fuori dal proprio Comune e dalla propria Regione, se non motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di studio o di salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non disponibili nel proprio Comune (anche in questo caso sarà necessaria l’autocertificazione).
Per quanto riguarda le attività commerciali, restano regolarmente aperti i negozi mentre ristoranti e le altre attività di ristorazione (compresi bar, pasticcerie e gelaterie) saranno chiusi: è consentita loro solo la consegna a domicilio, senza limiti di orario, e la vendita da asporto, dalle 5 alle 22. Come per la zona gialla, anche per quella arancione resta la chiusura nei festivi e prefestivi dei centri commerciali ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, supermercati, tabaccherie ed edicole all’interno.

Restano aperti gli esercizi di commercio al dettaglio, oltre ai supermercati, e i negozi. e i negozi. In base all’ordinanza regionale in vigore la spesa nei negozi può essere fatta da un solo componente per famiglia, con l’eccezione per chi accompagna persone con difficoltà o minori di 14 anni. Chiusi, invece, musei, cinema, teatri, palestre, sale giochi, sale scommesse.

Per quanto riguarda la formazione, resta la didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per gli studenti del primo anno dei corsi di studio e dei laboratori che possono svolgersi in presenza.

Col cambio di colore, l’ordinanza regionale emessa mercoledì non sarà vanificata del tutto: le parti che non confliggono saranno mantenute.

Passano in area rossa le regioni Campania e Toscana. Passano in area arancione le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche.