Papa Francesco all'Angelus
Papa Francesco all'Angelus

“Si fa tutto come se non si dovesse mai partire per l’altra vita. E allora ci si preoccupa soltanto di possedere, di emergere, di sistemarsi”. A denunciarlo è stato il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha esortato a “essere preparati” all’incontro con il Signore. “Non solo all’incontro finale, ma anche ai piccoli e grandi incontri di ogni giorno in vista di quell’incontro, per il quale non basta la lampada della fede, occorre anche l’olio della carità e delle opere buone”.

“Essere saggi e prudenti – ha spiegato Francesco commentando la parabola delle vergini sagge e delle vergini stolte – significa non aspettare l’ultimo momento per corrispondere alla grazia di Dio, ma farlo attivamente da subito, cominciare da adesso. ‘Io… sì, poi più avanti mi convertirò…’. ‘Convertiti oggi! Cambia vita oggi!’. ‘Sì, sì… domani’. E lo stesso dice domani, e così mai arriverà”. “Quando uno assolutizza il presente, guarda soltanto il presente, perde il senso dell’attesa, che è tanto bello, e tanto necessario, e anche ci butta fuori dalle contraddizioni del momento”, ha detto il Papa. “Se ci lasciamo guidare da ciò che ci appare più attraente, da quello che mi piace, dalla ricerca dei nostri interessi, la nostra vita diventa sterile”, il monito. “Dobbiamo vivere l’oggi, ma l’oggi che va verso il domani, verso quell’incontro, l’oggi carico di speranza. Se invece siamo vigilanti e facciamo il bene corrispondendo alla grazia di Dio, possiamo attendere con serenità l’arrivo dello sposo”.

“Seguo con preoccupazione le notizie che giungono dall’Etiopia. Mentre esorto a respingere la tentazione dello scontro armato, invito tutti alla preghiera e al rispetto fraterno, al dialogo e alla ricomposizione pacifica delle discordie”. È l’appello lanciato dal Papa al termine dell’Angelus di ieri, in cui ha citato anche le riunioni del “Forum del dialogo politico libico”, auspicando che “in questo momento così delicato venga trovata una soluzione alla lunga sofferenza del popolo libico, e che il recente accordo per un cessate-il-fuoco permanente sia rispettato e concretizzato. Preghiamo per i delegati del Forum, per la pace e la stabilità in Libia”. Un pensiero, inoltre, “alle popolazioni dell’America Centrale, colpite nei giorni scorsi da un violento uragano, che ha causato molte vittime e ingenti danni, aggravati anche dalla situazione già difficile per la pandemia”. “Il Signore accolga i defunti, conforti i loro familiari e sostenga quanti sono più provati, come pure tutti coloro che si stanno prodigando per aiutarli”, la preghiera di Francesco.

“L’acqua è vitale per l’agricoltura, è anche vitale per la vita”, ha poi esclamato il Papa, menzionando la Giornata del Ringraziamento, promossa dalla Cei sul tema “L’Acqua, benedizione della terra”. “Sono vicino con la preghiera e l’affetto al mondo rurale, specialmente ai piccoli coltivatori”, ha proseguito Francesco: “Il loro lavoro è più che mai importante in questo tempo di crisi. Mi associo ai vescovi italiani, che esortano a salvaguardare l’acqua come bene comune, il cui uso deve rispettare la sua destinazione universale”.

M. Michela Nicoalis per Agensir