Immagine di repertorio
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In testa tra le città capoluogo c’è Ferrara, con l’82,1% di raccolta differenziata e 110,2 chilogrammi per abitante all’anno di rifiuti avviati a smaltimento. Ma tra le zone virtuose dell’Emilia-Romagna segnalate dalla classifica dei Comuni “ricicloni”di Legambiente edizione 2020 ci sono anche l’intera provincia di Parma e Ferrara, seguite da Reggio Emilia. “Forti ritardi” invece, a livello di città, a Bologna, Piacenza e Modena. Secondo Legambiente ci sono zone che non raggiungeranno gli obiettivi fissati dalla Regione nemmeno a fine 2020, “per l’immobilismo nella gestione”. Ravenna si aggiudica invece il “sacco nero” a livello provinciale: nessun Comune scende sotto i 200 chili di rifiuti per abitante a smaltimento.

“Si tratta di situazioni che ancora non stanno mettendo in atto politiche di vera innovazione nei sistemi di gestione – evidenzia Legambiente – e che pesano sul fabbisogno di impianti di incenerimento e discarica”. I singoli Comuni che svettano nelle classifiche si trovano nella bassa modenese e nell’area del forlivese recentemente passata alle modalità di raccolta porta a porta. Proprio in questi Comuni si registrano gli scostamenti positivi più alti riscontrati nel 2019. Un percorso che ha ridotto di circa 100.000 tonnellate i rifiuti ulteriori da avviare agli inceneritori della regione.

Tanti, comunque, i Comuni virtuosi che hanno raggiunto con un anno di anticipo i risultati fissati dalla legge regionale sull’economia circolare (cioè meno di 150 kg per abitante mandati a smaltimento ed il 73% di raccolta differenziata): si tratta di quasi 130 amministrazioni per circa due milioni di abitanti. “Sui rifiuti urbani i cittadini stanno facendo grandi sforzi – segnala ancora Legambiente – servono risultati analoghi anche per gli scarti dell’industria” (Dire).