La lezione di lunedì scorso del Corso di Liturgia

Il nuovo Messale riaccende la curiosità per la liturgia. O forse il “digiuno eucaristico” degli scorsi mesi ha portato molti ad interrogarsi su come vivere al meglio la Messa domenicale. E’ boom per il corso di Liturgia tenuto da don Vincenzo Cetrangolo, direttore dell’Ufficio Liturgico di Ravenna e da don Ugo Facchini, docente all’Issr di Forlì per la Scuola di Formazione Teologica.

Oltre 70 i partecipanti, collegati tramite la piattaforma Zoom (unica modalità per partecipare al corso in base all’ultimo Dpcm) illunedì per ascoltare le novità contenute nel nuovo Messale.

La liturgia domenicale è un dialogo – ha sottolineato don Cetrangolo lunedì scorso –: non può rispondere un altro al posto mio. Ed è un dialogo vivo. La parola di Dio non va scelta come non vanno cambiati o aggiunti segni oltre a quelli previsti dalla liturgia perché è Cristo l’autore del progetto celebrativo non io, non il sacerdote”.

La comunione viene espressa con le formule, ma soprattutto con i gesti: la partecipazione dei laici alla celebrazione (ci sono vari ruolo codificati). “Spezziamola quell’ostia, non usiamo solo le particole – è l’appello finale di don Vincenzo – che sono simbolo del sacrificio di Cristo per tutti noi, fratelli, che siamo la Chiesa“.