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Oggi è la Giornata del Sostentamento del Clero. L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e incaricato per il Sovvenire alle necessità della Chiesa della Conferenza episcopale regionale Giancarlo Perego scrive ai fedeli per sottolineare l’importanza di questo gesto di fraternità concreta. “Il nostro sostegno concreto – scrive l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio – sia un segno di considerazione verso un ministero che è servizio al cammino di fede, speranza e carità di ciascuno di noi”. Di seguito la lettera.

È dal 1989 che, entro il 31 dicembre di ogni anno, è possibile fare un’offerta liberale all’Istituto Sostentamento del Clero in favore dei nostri sacerdoti. Si tratta di uno strumento in più, che unito alla firma dell’8 per 1000, sostiene la vita della Chiesa, e in particolare i presbiteri. Solo con un gesto di solidarietà tutti insieme possiamo garantire a ciascun sacerdote il necessario per la sua vita e il suo ministero tra noi.

È uno strumento, quello dell’offerta, collegato alla tradizione della Chiesa che vede ogni comunità sostenere il proprio sacerdote, riconoscendo che il suo ministero pastorale – di presidenza dell’Eucaristia e dei sacramenti, di catechesi e di carità – è fondamentale per una o più parrocchie a lui affidate. Spetta, infatti, ai fedeli mantenere il proprio sacerdote. Se la comunità non è in grado di farlo, l’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero interviene con le risorse che si ricavano dal patrimonio beneficiale. Se né la comunità né l’Istituto diocesano riescono a garantirgli il necessario per vivere, interviene l’Istituto Centrale per il Sostentamento del Clero, che attinge ai proventi dell’8 per 1000 e delle offerte deducibili.

Questo nuovo sistema di condivisione dei beni è frutto di un cammino ecclesiale compiuto dopo il Concilio Vaticano II, che ha sottolineato il volto di una Chiesa ‘popolo di Dio’, ‘fraternità’, al cui servizio sono i ministeri ordinati e in cui tutti sono corresponsabili. In tal modo si è arrivati a realizzare una perequazione economica tra tutti i sacerdoti che ha permesso di destinare più risorse alla carità e alla pastorale nella Chiesa. Elargire un’offerta liberale all’Istituto significa, quindi, aumentare questa condivisione dei beni a sostegno dei nostri sacerdoti anzitutto, ma anche conseguentemente aumentare la possibilità di dono e di condivisione in parrocchia con i più poveri, le missioni, le attività pastorali.

L’offerta liberale è anche un segno concreto di stima nei confronti dei presbiteri, che vivono nelle nostre parrocchie o sono al servizio di più parrocchie; che educano alla fede i nostri bambini, ragazzi e giovani; alla cui porta bussano molte persone povere e in difficoltà; che ci fanno visita nelle nostre case; che ci consolano e ci sostengono nelle sofferenze; che vivono la gioia della festa per la nascita di un figlio o condividono il dolore per la perdita di una persona cara invitandoci alla speranza cristiana. Il sacerdote è un uomo tra noi, fratello e maestro nella fede. Il 22 novembre, domenica che chiude l’Anno liturgico, celebriamo Cristo Re, il Cristo Servo, e ricordiamo questi ‘servitori della gioia’, quali sono i sacerdoti nelle nostre comunità.

Il nostro sostegno concreto sia un segno di considerazione verso un ministero che è servizio al cammino di fede, speranza e carità di ciascuno di noi.

Gian Carlo Perego
Arcivescovo di Ferrara-Comacchio e Vescovo incaricato per il Sovvenire alle necessità della Chiesa della Ceer