Suor Valentina Dissimile
Suor Valentina Dissimile

Di questo sono fermamente convinta: sono i piccoli che ci salvano. E al loro servizio io ho scoperto il mio centuplo, quello a cui sono chiamata”. Suor Valentina Dissimile, 36 anni, brianzola d’origine, quel centuplo l’ha seguito fino qui in Romagna, a Ravenna. E più precisamente nella casa famiglia delle suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret di Largo Firenze, dove da fine ottobre è arrivata a dare man forte a suor Giovanna Barbieri, la superiora e alle altre 3 religiose della comunità.

“Qui c’era bisogno soprattutto di una figura professionale per la casa famiglia che abbiamo (5 ragazze adolescenti ospiti al momento, ndr) e io sono laureata in Scienze dell’Educazione e Pedagogia. Così mi hanno chiesto di venire a dare una mano: lavoro nella comunità famigliare durante la settimana e nel week-end andrò a dare una mano ai ragazzi adolescenti della parrocchia di Santa Maria del Torrione, dove ho anche iniziato le 10 Parole”.

Il passaggio da una Milano epicentro italiano della pandemia (dove negli ultimi tempi ha seguito prima la pastorale di una parrocchia, poi il servizio in una scuola materna e poi in un collegio di universitarie) a Ravenna è stato brusco, spiega, ma apprezzato: “Ravenna mi pare sia una cittadina tranquilla – racconta – rispetto alla frenesia di Milano: ho ritrovato le case basse dalla mia Carate Brianza. Ritornare in un contesto più a dimensione d’uomo, più famigliare non mi dispiace. Certo la vita qui in comunità è ‘movimentata’: l’adolescenza oggi è più che mai il tempo delle fragilità e queste ragazze forse ne risentono più di altri”.

Valentina ha una storia di vocazione che nasce in parrocchia: “La mia fede è nata, cresciuta e vissuta lì. La mia famiglia non è tanto credente né praticante – spiega – ma nonostante questo credo di aver imparato molto della carità da loro: sono stata accompagnata da un sacerdote, che a un certo punto mi ha proposto un percorso vocazionale, il Gruppo Samuele, che mi ha aiutato a chiarirmi la strada. Poi le suore della Carità le ho incontrate un po’ per caso, da piccola. La gentilezza di una suora anziana che dopo alcune Giornate della Carità passate da loro mi scriveva biglietti per Natale, l’incontro dopo il cammino vocazionale sempre grazie a quel sacerdote e soprattutto il carisma, una chiamata più universale a essere al servizio di ogni genere di povertà, mi hanno fatto decidere”.

È forse più semplice sfamare che educare: questo uno dei principi che hanno orientato la vita e le scelte di Valentina. Che ora si trova appunto qui a Ravenna con questa missione: quella di annunciare Dio che è vita piena, in particolare agli adolescenti. “Hanno bisogno di vicinanza – spiega – e di essere cercati là dove sono. E di tanta testimonianza, di gesti più che di parole. C’è bisogno di ‘stare’ con loro, di vita vissuta insieme”.

Già, ma col Covid in giro, come si fa? “Credo che sia importante cercarli, uno a uno: la relazione personale è ancora possibile. Io userò anche i social, anche con whatsapp si può essere vicini, con incontri sulle piattaforme, che ci danno la possibilità di oltrepassare confini, di sentire la testimonianza di una suora che è in missione, di allargare i confini del cuore. Io ci credo, e ci proverò”.