Riccardo e Barbara Gallegati

Una stanza e due lettini sempre pronti “per qualsiasi Gesù bambino abbia bisogno di una casa per un po’ di tempo”. Sempre pronti ad accogliere Riccardo e Barbara Gallegati nella loro casa di Ponte Nuovo di Ravenna. Ora l’età si fa sentire e sono andati in “pensione” anche da questo servizio ma per anni hanno fatto “affidi d’emergenza” in collaborazione con i servizi sociali di Ravenna.

Cosa significa? “I servizi ci chiamavano per trovare una sistemazione a dei minori che avevano bisogno di una famiglia con urgenza” perché magari non vengono riconosciuti alla nascita o perché è necessario allontanarli in fretta dalle loro famiglie d’origine. “Così nel giro di qualche giorno, o anche solo di qualche ora ci chiedevano di accogliere questi piccoli. Ecco perché era necessario il lettino, che poi era quello di nostro figlio quand’era piccolo (ora ha 29 anni, ndr)”.

In totale sono sei gli affidi che i Gallegati hanno accettato in questi anni: da neonati di pochi giorni a bambini di 8/9 anni. “È certamente intenso – spiega Barbara – soprattutto quando arrivano piccoli di 7 o 10 giorni. Si torna genitori d’un tratto: la notte non si dorme, si va dal pediatra per ogni cosa, le vaccinazioni, l’inserimento al nido… Ma questi bimbi ti danno davvero tanto, ti riempiono il cuore. Anche se poi non sanno chi siamo o, se i genitori adottivi non glielo dicono, cosa abbiamo fatto per loro, per un po’ di tempo diventiamo la loro famiglia. E questo lascia il segno”.

Ovviamente occorre organizzare la quotidianità diversamente: “Il vero problema fino a poco tempo fa era che lavoravano entrambi e non sempre siamo stati nelle condizioni di poter chiedere la maternità – aggiunge Riccardo – che invece ci spetta per legge in questi casi. Ma, tolto questo problema, il resto era un’organizzazione tecnica che si riusciva sempre a gestire”.

Accogliendo questi bambini, a Barbara e Riccardo è capitato, ad esempio, di accompagnare al cinema per la prima volta un bimbo di quasi 10 anni (“Per lui è stato straordinario, ne ha parlato per giorni”) o giocare intere serate con i Lego, mente la maggior parte dei coetanei erano già avviati a diversi livelli della “Play”. Vita quotidiana per molte famiglie che scontata non è per chi vive certe situazioni di disagio.

L’idea di prendere bimbi in affidi d’emergenza nasce dagli stessi Gallegati: “Nostra nipote aveva adottato due bimbi e in quell’occasione abbiamo scoperto questa possibilità. E ci siamo sentiti tagliati. Non abbiamo mai messo vincoli: i bimbi sono tutti bimbi. Per anni abbiamo accolto qualsiasi Gesù bambino avesse bisogno perché crediamo che tutti i bambini abbiano bisogno di amore, serenità e pace”. Per questo Barbara e Riccardo si sono spesi.

E quando è ora di “lasciar andare” chi hai accolto e curato per mesi? “Eh…si lasciano andare – conclude Barbara –, sperando nel buon senso delle famiglie che li adottano. Noi chiediamo sempre la possibilità di essere partecipi della vita di questi bambini e poi ragazzi, semplicemente tenendoci informati dei loro progressi. Ma sta ai genitori. Noi siamo qui”. Non solo per i piccoli.