La signora Maria rivede la figlia dopo mesi

Un abbraccio dopo mesi. Un abbraccio per Natale. Anche in una “serra di plastica” può nascere un’emozione: quella di rivedere, appunto, il proprio caro ospite di una casa di riposo dopo mesi di distacco a causa dell’emergenza sanitaria in corso. È successo ieri mattina a Santa Teresa.

Mira, ospite di Santa Teresa riabbraccia il fratello

La struttura gestita da società Dolce ha attivato infatti per il mese di dicembre una “stanza degli abbracci”: una specie di “serra di plastic” attraverso la quale, grazie a uno schermo di protezione, i parenti possono vedere e abbracciare I loro cari, in sicurezza.

“Un modo – spiegano dalla direzione in una Comunicazione ai parenti – per attenuare il più possibile il peso dell’indubbio disagio relazionale ed emotivo creatosi con le note misure restrittive” necessarie alla tutela della salute degli ospiti. “Le nostre Strutture sono attualmente libere dal Covid-19 e nessuno tra gli ospiti presenti all’interno delle stesse presenta sintomatologia legata al nuovo Coronavirus”, fanno sapere dalla Dolce. “In questo momento è purtroppo impossibile pensare ad una riapertura della struttura agli accessi liberi, ma siamo coscienti dell’importanza di un contatto” tra parenti e ospiti. Di qui l’idea di allestire una stanza degli abbracci già sperimentata in altre Rsa in tutto il Nord Italia

Come funziona? Il servizio per ora è stato attivato per il mese di dicembre. Il parente della persona anziana degente prenota la visita nella stanza degli abbracci e si presenta 15 minuti prima dell’appuntamento per effettuare un tampone rapido per Covid-19, poi può accedere alla stanza degli abbracci.

“Questo è stato l’elemento che ci ha fatto decidere di attivare questo servizio – spiega Marika, coordinatrice infermieristica della Cra Santa Teresa –: con il tampone siamo tutti più tranquilli: il risultato è attendibile. Alla stanza degli abbracci possono accedere gli ospiti che camminano o quelli in sedia a rotelle. Per quelli allettati, dopo il tampone rapido, facciamo entrare il parente alla stanza con tutti I dispositive di protezione individuale che hanno gli operatori sanitari”.

“E’ stato bello, strano perché la situazione è un po’ particolare, ma bello”, racconta Monica che stamattina ha potuto re-incontrare l’anziana madre Maria dopo mesi dall’ultima visita: “L’avevo vista in video-chiamata, certo, ma non è la stessa cosa”, prosegue. In particolare, spiega Monica, è il poter “toccare con mano” che la tua mamma sta bene, in un momento di fragilità per tutti ma che colpisce in particolar modo loro, che fa la differenza. Quello che in questi mesi è mancato a tanti