Mirco Coffari
Mirco Coffari

“Mirco? Era una persona sempre positiva che dava una spinta, un senso di speranza agli altri, perché non si demoralizzassero. Era sempre disponibile, non solo verso i malati, ma anche nei confronti dei colleghi di lavoro”. Simonetta Zavagli, che lavora all’Opera di Santa Teresa, in amministrazione, ha buoni ricordi di Mirco Coffari, che in passato è stato coordinatore infermieristico prima dei reparti dell’Opera e poi del Polo Sanitario.
“Non si tirava mai indietro, né sul lavoro né negli altri suoi impegni – continua Zavagli. Era una sua caratteristica, unita ad un’altra: rimandava a domani solo le cose di poco conto, per quelle importanti riusciva sempre a trovare il tempo”. C’è un episodio, legato a Mirco che a Zavagli è rimasto particolarmente impresso.

“Una mia amica chiese aiuto urgente – afferma – perché non riusciva a far partire il macchinario indispensabile per nutrire suo marito, degente a casa dopo un intervento per asportare il tumore alla gola. Mirco non solo andò e fece partire il macchinario, ma si recò da loro anche nei giorni successivi, per verificare che tutto procedesse per il meglio ed in effetti la situazione si risolse. Mirco era una persona dalla grande umanità”.

Anche Luciano Di Buò, vice direttore dell’Opera, ha un ottimo ricordo di Mirco. “L’ho visto accompagnare e aiutare persone bisognose – afferma Di Buò – preoccuparsi dei malati terminali, senza mai risparmiarsi. Mirco agiva sempre nell’interesse delle persone, per lenire le loro sofferenze e tramettere loro speranza, amicizia. Per me è stato un grande esempio di moralità, attaccamento al lavoro e attenzione al prossimo”.

Patrizia Amici, presidente dell’Unitalsi, ne ricorda l’intraprendenza in occasione di alcuni eventi realizzati insieme: “Per la Giornata del Malato, come responsabile dell’Hospice, Mirco si è sempre molto prodigato. E ci ha dato una grande mano anche quando abbiamo portato la statua della Madonna di Lourdes dentro l’Hospice, per donare un momento di conforto spirituale ai malati”.