Un'immagine del videocommento alla quarta domenica d'Avvento

Quarto e ultimo appuntamento con “Avvento. Vie di luce”, i videocommenti ai Vangeli della domenica dell’arcivescovo Lorenzo nei monumenti diocesani attualmente chiusi per le norme sanitarie anti epidemia. Natale si avvicina, e al centro della IV domenica d’Avvento c’è la figura di Maria, rappresentata in oro e mosaici nella Basilica di Sant’Apollinare Nuovo nella scena dell’Adorazione dei Magi. Non è quindi il racconto dell’Annunciazione che ascolteremo a Messa domenica 20 dicembre ma un’immagine altrettanto forte ed “esplicitamente natalizia”, come spiega l’arcivescovo, monsignor Ghizzoni nel suo commento. 

“Questa immagine – spiega – ci ricorda che il Natale è il preludio del grande evento della Passione e della Morte, della Risurrezione e del dono dello Spirito Santo, che è il completamento del disegno di Dio sull’umanità, rimasto nel mistero per secoli e ora finalmente svelato. Il Dio ricco di misericordia, per il grande amore col quale ci ha amati, ci ha voluto salvare dal peccato e da tutti i mali, soprattutto dalla morte, perché ritornassimo nella pienezza della sua amicizia, sperimentassimo la sua paternità fin nel più profondo delle nostre viscere, fossimo riconciliati con lui e tra noi, ritornando ad essere fratelli, più uniti dei fratelli e delle sorelle di sangue. Fratelli e sorelle con tutti, come ci ha ricordato di recente Papa Francesco”. 

Uno stile per i cristiani, soprattutto in questo tempo di pandemia. “Anche per noi il messaggio del Natale, nella condizione che stiamo vivendo a causa dell’epidemia, può essere proprio questo: il cammino della santità ha bisogno degli altri, si diventa santi insieme (il riferimento qui è al corte dei santi e delle vergini, gli altri famosissimi mosaici di Sant’Apollinare Nuovo – ndr), nella comunità cristiana o nella famiglia credente, sia perché camminando insieme ci si da buona testimonianza reciproca, sia perché la santificazione non può avvenire senza carità e senza fraternità

Il male comune che ci rattrista e ci impaurisce in questi giorni, ci chiede di essere tutti attenti al bene comune, al bene di tutti e di ciascuno, senza scartare nessuno, per nessun motivo.

L’amore reciproco che Gesù ci ha insegnato e che ha vissuto verso Maria e Giuseppe, verso i suoi discepoli, verso i poveri e i piccoli, deve essere concreto in questi giorni. 

Fare attenzione alla salute degli altri, significa amare e prendersi cura della loro vita, diffondere il valore della solidarietà, anche rinunciando a incontri, viaggi, divertimenti, leciti ma pericolosi; significa alzare il livello di umanità della nostra società, e camminare insieme, come i santi della nostra basilica, per la costruzione di una civiltà dell’amore che renda la Città dell’uomo sempre più simile alla Città di Dio, al cielo d’oro del paradiso”.