L'Arcivescovo Lorenzo nel terzo video-commento al Vangelo della domenica di Avvento, nel Battistero Neoniano

La terza domenica di Avvento ci accompagna sempre più nella luce e nella gioia del Natale attraverso un’altra luce, quella del Battesimo. E per rappresentarla, nel terzo appuntamento di “Avvento. Vie di luce” i video-commenti al Vangelo della domenica nei monumenti firmati dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, non potevamo che scegliere i mosaici del Battistero Neoniano. “Uno dei più antichi battisteri esistenti, è del V secolo – spiega l’arcivescovo nel video che potete guadare qui sotto –, ricchissimo di mosaici, stucchi e marmi; di immagini, di oro e di colori, di luce e di movimenti, con una forma architettonica ottagonale, che richiama l’ottavo giorno, quello dopo il sabato, il giorno della risurrezione del Signore, dell’inizio della nuova creazione, che richiama a noi credenti l’inizio della vita nuova, che parte proprio dal Battesimo.

Al centro della cupola ma anche del Vangelo di domenica 13 è la figura e l’azione di Giovanni Battista che “ci aiutano a comprendere il valore del Battesimo, del nostro Battesimo”.

“Il Battistero – prosegue l’arcivescovo Lorenzo – ci dice che la natura umana intristita e oscurata dal peccato si apre alla luce e alla gioia di una vita nuova, a un nuovo inizio, a una nuova creazione, che finirà nella gloria. La gioia diventa la caratteristica della vita cristiana che nasce e rinasce, grazie al Battesimo e alla Penitenza, e che si nutre del corpo e del sangue, della vita e della santità del Signore Gesù risorto”.

All’umile richiesta di perdono, poi il Battesimo cristiano, spiega mons. Ghizzoni, aggiunge “la partecipazione e l’inserimento nella vita di Cristo morto e risorto. Una Grazia, questa, inaspettata e immeritata, in certo modo incomprensibile, tanto è grande il mistero di amore nel quale siamo inseriti, l’amore di Dio. La gioia ne è la conseguenza, l’effetto immediato”.

“Ma se tutta questa bellezza, questa luce, questa calda vita nuova è grazia, a noi cosa è chiesto, perché si mantenga e si sviluppi fino all’incontro col Cristo che verrà alla fine dei tempi? – si chiede infine l’arcivescovo Lorenzo –. Ci è chiesta la crescita nella fede, cioè nella conoscenza e nella fiducia. Conoscere il Signore e la sua opera, sia nella Sacra Scrittura che nella storia di ieri e di oggi, cercando di vedere il suo amore all’opera nella vita nostra e dei fratelli, e di qualunque uomo di buona volontà.

E ci è chiesto di crescere nella fiducia in Lui: cioè nella sua Provvidenza, nella sua misericordia, nel suo amore paterno. Conoscerlo e fidarsi di Lui.

Poi ci è chiesto di coinvolgerci nella missione della Chiesa con un servizio attivo, anche semplice, ma fedele, nella comunità cristiana, secondo le capacità e i talenti che ciascuno ha ricevuto. Per far crescere il desiderio missionario, l’ansia di portare il vangelo a tutti, perché solo con la fede si raggiunge la gioia”.

Avvento Vie di Luce nasce da un’idea della Scuola di Formazione teologica. Le riprese e il montaggio sono a cura di Marco Scalcon

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