Raffaella Angelini
Raffaella Angelini

Si vede la luce “in fondo al tunnel”, come si suol dire. “Ma il tunnel è ancora lungo” e non c’è da “abbassare la guardia” secondo la direttrice del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Romagna Raffaella Angelini, ospite oggi pomeriggio della consueta diretta del mercoledì con i protagonisti della sanità sulla pagina Facebook del sindaco, Michele de Pascale. Anche perché, dati alla mano (quelli del Report settimanale dell’Ausl sull’epidemia da Covid – ndr), la risalita di contagi e ricoveri nell’ultima settimana “è da mettere in relazione all’intensa circolazione delle persone di inizio dicembre, quando siamo passati dalla zona arancione a quella gialla. Dobbiamo essere consapevoli – precisa la dottoressa Angelini – che tutto quello che ci fa lascia un segno”.

Di conseguenza, il vaccino non è e non potrà essere un “libera tutti” anzitutto perché il virus circola e ancora per molte settimane solo una minoranza della popolazione sarà immunizzata e poi perché, secondo gli studi, esso garantisce una copertura dalla malattia al 95%: “Attenzione quindi alle false sicurezze. Con questo livello di circolazione del virus occorre proteggere, sé stessi e gli altri”.

Il vaccino resta però, secondo la direttrice dell’Igiene Pubblica, un piccolo miracolo scientifico, com’è stato definito della diretta di qualche settimana fa con il professor Venerino Poletti: “Fino al gennaio 2020 non conoscevamo affatto questo virus – dice Angelini – e nemmeno un anno dopo abbiamo il vaccino, una vera via d’uscita da questa situazione”.  Un siero che, però, precisa non ha saltato neanche un passaggio nelle verifiche di sicurezza. E che per questo è sicuro anche in caso si patologie oncologiche o autoimmuni: “Controindicazioni alla vaccinazione vere e proprie non ce ne sono: è possibile che in qualche caso e con determinate malattie abbia meno efficacia, e per questo è bene consultare sempre il proprio medico di base ma in nessun caso questo vaccino può dare la malattia”. Per mancanza di studi su fasce specifiche della popolazione, però, al momento è sconsigliato ai minori di 16 anni e alle donne in gravidanza.

Chi è favorevole ai vaccini non ha motivi razionali per non fare questo vaccino. Se questo messaggio à chiaro la stragrande maggioranza dei ravennati si vaccinerà”, chiosa il sindaco e presidente della Provincia De Pascale, che durante la sua diretta ha lanciato il guanto di sfida ai dubbi avanzati dai No Vax: “Non vorrei passassimo le nostre giornate a scontrarci col 2% della popolazione che è contro tutti i vaccini e non cambierebbe comunque idea e invece non mandassimo messaggi chiari al 95% che non è contrario ai vaccini ma rischia di venire male informato da fake news sulle differenze tra questo e gli altri vaccini”. Delle due, secondo il sindaco, a protestare a Ravenna saranno i cittadini al momento esclusi dalle vaccinazioni.

Per quanto riguarda la campagna di vaccinazione, la conclusione della fase 1 (personale sanitario e Cra) è arresa per la terza settimana di febbraio. “Teniamo particolarmente anzitutto a immunizzare il personale e gli ospiti delle Cra: per quanto siano state chiuse (e lo sono state, ma evidentemente il personale che ci lavora ha una vita normale ed è evidentemente esposto al rischio di contagiarsi e di contagiare – precisa Angelini), il rischio più alto di ammalarsi e di avere danni e conseguenze negative dal Covid è proprio in queste strutture”.

Al Pala De Andrè, ribattezzato dalla direttrice “Pala Covid” (perché sempre nel palazzetto si effettuano anche i tamponi con il drive through) si effettueranno oltre 350 vaccinazioni al giorno, a cui si aggiungono quelle eseguite dai team ‘a domicilio’ che andranno nelle case di riposo. “Quando avremo vaccinato tutti i nostri anziani nelle case di riposo potremo fare una prima festa”, afferma ancora la direttrice della Sanità pubblica dell’Ausl romagnola. Poi, nella fase 2, toccherà agli ultraottantenni che non sono in struttura e poi alle persone che hanno tra i 60 e i 75 anni, partendo da coloro che hanno patologie”. A Ravenna sono al lavoro sulla campagna vaccinale 44 infermieri e almeno 7-8 medici, ma “contiamo molto che si aggiunga anche personale dal commissario Arcuri”, confida Angelini.

Bollettino Covid Romagna. Al momento negli ospedali dell’Ausl della Romagna sono 621 i posti letto occupati per i malati Covid e 40 quelli in Terapia intensiva. Il numero dei positivi della scorsa settimana “ci ha sorpreso ma è evidentemente legato al passaggio della nostra regione in zona arancione a inizio dicembre”, spiega la dottoressa Angelini. Resta da tenere alta l’attenzione sul contact tracing: ad oggi l’ ’89 dei tamponi viene refertato entro le 48 ore.