Don Giorgio Fornasari, alla Messa per il suo 50esimo di sacerdozio

Trattava tutti come fratelli o sorelle, come persone di famiglia. Anche Dio“. Ecco spiegato il “segreto” della famigliarità con la quale don Giorgio Fornasari, il sacerdote parroco per oltre 30 anni di San Giovanni Evangelista, deceduto oggi alla Fraternità Betania, trattava le persone. E l’incredibile capacità di instaurare relazioni, anche con le persone più distanti dalla Chiesa. A ricordarlo è don Alberto Brunelli, vicario generale della Diocesi e suo amico personale. “Era tutto ad alta voce: nei saluti, nelle frasi e nelle omelie. Ma non era per apparire ma parte del suo carattere – racconta –: si buttava nelle cose, anima e corpo. E questo l’ha accompagnato in tutto. Attento e accogliente, in molti hanno trovato in lui un fratello che dà vivacità a tutto”.

Nei discorsi, tra il più e il meno, emergeva sempre il riferimento alla fede, ricorda don Brunelli: “Trattava anche Dio come uno di famiglia”

Don Giorgio aveva 82 anni, era nato a Milano il 12 ottobre del 1938 e, dopo il trasferimento nella nostra diocesi, era stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1963 dall’allora arcivescovo monsignor Salvatore Baldassarri.

“E’ stato mio compagno di seminario – afferma don Alberto Graziani, parroco di San Biagio –. Don Giorgio era una persona brillante, positiva, che si intratteneva a lungo con le persone, ascoltandole e parlando con loro, in particolare quando è stato parroco a San Giovanni Evangelista”.

“Conoscevo bene don Giorgio Fornasari – aggiunge Silvia Cinosi, parrocchiana di San Simone e Giuda e sua amica personale oltre che del marito Antonio Cinosi-. Frequentavamo alcuni amici in comune e ci trovavamo spesso insieme. E poi ha celebrato il nostro venticinquesimo anniversario di matrimonio e anche la Messa per il cinquantesimo di nozze dei miei genitori. Era un sacerdote gioioso e molto disponibile, verso tutti. Nella sua parrocchia di San Giovanni Evangelista si prodigava per aiutare le persone bisognose. E chiunque avesse una necessità trovava non solo la porta della parrocchia sempre aperta, ma anche cibo, vestiti o altro che don Giorgio metteva a disposizione, a costo di fare lui delle rinunce. E’ stato per noi un vero amico e anche le sue parole, nelle omelie, erano di conforto: semplici ma dirette, arrivavano al cuore”.

I funerali sono in programma oggi pomeriggio alle 14 nella sua San Giovanni Evangelista