I funerali di don Giorgio Fornasari

Don Giorgio è tornato nella sua San Giovanni Evangelista “la più antica e più bella basilica del mondo”, come amava definirla. Oggi pomeriggio, il funerale di don Giorgio Fornasari, morto lunedì scorso alla casa di riposo Betania, è stata l’occasione per ricordare i tanti modi in cui la Misericordia di Dio si è fatta presente, anche attraverso le parole e i gesti del sacerdote che è stato parroco per quasi 30 anni della chiesa di via Farini.

Misericordia: è la parola che più è risuonata nelle parole dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni che ha celebrato le esequie assieme a diversi sacerdoti, tra gli altri il vicario generale don Alberto Brunelli e l’economo e parroco di San Lorenzo in Cesarea don Ennio Rossi.

“Don Giorgio – ha ricordato l’arcivescovo – era sempre aperto al dialogo con tutti, capace di intercettare i lontani. La sua regola, diceva, è la Misericordia che non giudica e accoglie tutti. E l’ha applicata, don Giorgio: in molti modi, nel suo servizio pastorale.

Quanti Battesimi, Cresime, e matrimoni sono stati celebrati qui. Era un sacerdote ascoltato e cercato anche per la vivacità con la quale trasmetteva i suoi pensieri e la capacità di amicizia. Ha resistito nel suo servizio pastorale fino a quando ha potuto, fin quando ha retto il suo fisico proprio per non perdere il contatto con parrocchiani e amici, con i confratelli di cui era amico, anche con don Ugo che l’ha preceduto in cielo”.

Il Signore ha manifestato in lui la sua Misericordia – ha proseguito l’arcivescovo prendendo spunto dal Vangelo di oggi, quello della visitazione di Maria ad Elisabetta –  e don Giorgio ha cercato di esserne interprete, con la coscienza di essere stato sostenuto da lui quando ce n’è stato bisogno. Quando si fa esperienza del suo perdono, non si può non restituirla. Siamo tutti figli amati della sua Grazia , e la Grazia non arriva mai invano”

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