Il presepe della Marineria a Cesenatico
Il presepe della Marineria a Cesenatico

Si sono accese lo scorso 6 dicembre le luci del presepe della Marineria di Cesenatico. Fino al prossimo 10 gennaio le barche storiche del Museo della Marineria ormeggiate nel Porto Canale ospiteranno l’allestimento per la 35esima volta. Una tradizione che viene confermata anche nell’anno difficile del Covid-19 e che ha ottenuto un contributo di 30mila euro dalla Regione, riconoscendone il grande interesse, dal punto di vista turistico e culturale.

La storia Il presepe, realizzato dal Comune con il sostegno di Gesturist Cesenatico spa, è nato nel 1986 per opera degli artisti Tinin Mantegazza, Maurizio Bertoni e Mino Savadori, da un’idea originale di Guerrino Gardini. Nella prima metà degli anni ‘80, Cesenatico si stava indirizzando sempre più verso un’offerta turistica che potesse dispiegarsi lungo tutto il corso dell’anno. Le categorie economiche furono in prima linea in questo cambiamento “epocale” per l’intera vita sociale dei cesenaticensi. Il periodo del Natale, in particolare, poteva essere interessante per un turista che volesse vedere – o rivedere – la costa romagnola fuori dalla ressa estiva e dalla calura del ferragosto. Fu così che, su sollecitazione di Guerrino Gardini, allora presidente dell’associazione degli albergatori di Cesenatico, ci fu un incontro tra associazioni di categoria, Amministrazione comunale, e alcuni artisti con in prima linea Tinin Mantegazza con la moglie Velia. Assieme a loro alcuni amici legati dalla comune passione per il teatro: Mino Savadori, Grazia Ciaccafava e Morello Rinaldi.

Al termine della riunione, si arrivò alla decisione di realizzare un presepe di statue da collocarsi sulle barche del Museo della Marineria. Gualtiero Gualtieri, allora assessore alle Attività produttive, così presentò la prima edizione del presepe: “È il Natale 1986, il primo passo verso altri anniversari. Il presepe della Marineria deve crescere, affollarsi anno dopo anno di nuove figure e diventare un grande monumento al mare, alla tradizione, al patrimonio di belle cose che, soprattutto in questi ultimi anni, la nostra città ha saputo accumulare e valorizzare”.

La prima statua Spetta a quella di San Giacomo, patrono di Cesenatico, la palma per la prima statua costruita per il Presepe della Marineria. Nel corso degli anni, poi, se ne sono aggiunte molte altre. Non si tratta solo di statue tradizionali che si vedono nei presepi, ma di scorci ispirati dalla vita della gente comune di un borgo di pescatori, che racconta attraverso di essi, la vita di una città: pescatori, falegnami, burattinai, pescivendoli, donne con le piadine, bambini e musicisti. Insieme alla Sacra Famiglia, ai pastori e ai magi, possiamo vedere chi salpa o rammenda le reti, chi conduce le imbarcazioni, chi vende il pesce, senza tralasciare particolari singolari come la presenza di un gruppo di delfini che si affacciano dall’acqua con curiosità.

Le caratteristiche del presepe. Le statue sono a grandezza naturale: i volti, le mani, i piedi e tutte le parti esposte sono scolpite in legno di cirmolo. Gli abiti drappeggiati sono realizzati in tela irrigidita dalla cera, pennellata a caldo su strutture di legno rese voluminose dalla rete metallica modellata nella forma voluta.
Il risultato è di grande effetto, reso ancora più suggestivo dalle illuminazioni delle barche che si riflettono sull’acqua del canale.

Oggi sono cinquanta Ogni anno il presepe si arricchisce di almeno una nuova statua. Dalle sette figure con cui esordì nel 1986, oggi nel presepe della Marineria ne trovano posto una cinquantina.
Le figure sono state pensate fin dall’inizio come elementi di una rappresentazione, costruite per essere viste da lontano, dalle sponde del canale leonardesco, come da una platea.
Nell’allestimento sono le luci a dare vita alle figure e a scandire il racconto. Ed è proprio al calare della sera che il presepe della Marineria diventa una rappresentazione teatrale. Si spengono le luci in platea, si apre il sipario e il palcoscenico è illuminato.
Matteo Venturi