Immagine di repertorio
Immagine di repertorio

In questo 2020 così difficile che oltre a un’emergenza sanitaria ha portato con sé una crisi economica di cui ancora fatichiamo a cogliere la portata, non poteva mancare il tradizionale momento di carità che mette insieme giovani e Caritas diocesana. Gli anni scorsi si chiamava “Cena della Carità”. Quest’anno sarebbe stato impossibile riproporla in quella forma. Ma la fantasia della carità ne ha trovata una (di forma) compatibile con tutte le normative anti-Coronavirus.

Si chiama “Pizza? Gusto carità” l’iniziativa che vedrà coinvolti i giovani di tutta la Diocesi (se ne attendono quasi 200) nella serata del 18 dicembre a partire dalle 18.45. L’appuntamento per Ravenna sarà al Seminario arcivescovile che farà da base operativa per una grande distribuzione a domicilio di pizze preparate da varie pizzerie aderenti al Consorzio dei pizzaioli ravennati. I ragazzi formeranno squadre che andranno a prendere le pizze e le porteranno a 300 persone in difficoltà individuate dalla Caritas assieme a una bibita, un panettone, alcuni dolci e un biglietto di auguri firmato dall’arcivescovo Lorenzo. L’iniziativa si svolge in collaborazione con 4 Comuni perchè la consegna oltre che a Ravenna si svolgerà a Portomaggiore e Argenta e anche a Cervia grazie agli scout.

“Sappiamo che questo virus tocca anche i rapporti personali – analizza il direttore della Caritas diocesana don Alain Gonzalez Valdès – e questa serata ha quindi l’obiettivo di creare condivisione con le persone aiutate dalla Caritas, nel rispetto delle norme e con l’obiettivo di coinvolgere la città e, anche, creare opportunità di lavoro in questo momento di crisi economica. E speriamo che per quella sera possano essere coinvolti anche i ristoranti”. Con il Consorzio è stato, infatti, concordato uno sconto con l’obiettivo di dare un po’ di lavoro extra in vista del Natale alle pizzerie.

Le persone alle quali verrà consegnata la “pizza al gusto carità”, sono circa 300: “Forse questi rappresentano il 10% delle persone che abbiamo incontrato – prosegue il direttore della Caritas – in questi mesi, quelle che in base alle nostre informazioni sono nel bisogno più grande: cerchiamo di muoverci secondo la logica del segno”. “L’obiettivo è anche offrire ai giovani un’occasione di servizio in preparazione al Natale – aggiunge don Matteo Papetti, direttore della Pastorale Giovanile e Vocazionale –. Accettare quindi la sfida di questo tempo che amplifica i bisogni ma vincola nelle modalità d’aiuto, e rispondere con un segno di carità. L’idea è anche offrire ai ragazzi l’occasione di uscire non per uno sfogo ma per mettersi a servizio e andare fino alla porta di casa di chi è nel bisogno”.