La chiesa di Carabayllo

La nostra missione diocesana di Carabayllo in Perù è stata ricordata nella Messa celebrata oggi, 26 dicembre, a San Lorenzo in Cesarea dall’Arcivescovo Lorenzo. Nel giorno di Santo Stefano, che è anche l’onomastico del nostro missionario Fidei Donum in Perù, don Stefano Morini (per il quale si è appunto pregato), monsignor Ghizzoni ha pregato perché la nostra chiesa sia più missionaria. Qualche spunto può arrivare proprio da Carabayllo: in questa lettera, don Morini racconta il Natale visto dalla missione.

Biglietto d’auguri virtuale dalla nostra missione diocesana in Perù

L’Avvento è il tempo di preparazione all’incontro con Cristo, importante perché in questo modo allarghiamo il nostro cuore, disponiamo il nostro animo, la nostra vita a quest’incontro, preludio di quello che avverrà con Lui al termine della nostra vita. Quest’anno le attività tradizionali del tempo di Avvento sono state un po’ stravolte dalla pandemia che ha limitato diverse attività, ma allo stesso tempo si sono aperte nuove vie, nuove opportunità per vivere intensamente questo tempo di Avvento.

Quando Lucia viene liberata dall’Innominato, dopo la sua conversione, insieme a don Abbondio compare sulla scena anche un altro personaggio, di cui non si dice il nome, ma viene identificato ripetutamente solo come una “buona donna”. Ed è a lei che Manzoni mette sulle labbra queste parole: “Dunque, che stiate di buon animo, e perdonare a chi v’ha fatto del male, e essere contento che Dio gli abbia usato misericordia, anzi pregare per lui; che, oltre all’acquistarne merito, vi sentirete anche allargare il cuore”. Una esperienza negativa, quella vissuta da Lucia, una sofferenza grande che però, quando è vissuta con fede e evangelicamente, porta ad allargare il cuore.

Anche la nostra comunità parrocchiale ha cercato, o meglio sta cercando, di vivere con fede e alla luce del Vangelo questa esperienza di sofferenza, che ha messo alla prova il nostro rapporto con Dio, le nostre abitudini religiose, i nostri rapporti interpersonali, e suscitato tanti perché. Così il nostro tempo di Avvento si è caratterizzato per tre aspetti che potremmo racchiudere in tre parole: purificazione, discernimento e Parola di Dio.

Purificazione. Quest’anno non ci sarà la tradizionale cioccolata con regali ai bambini, non ci saranno gli scambi di regali fra i vari gruppi parrocchiali, non ci saranno le scenografie e i cori prima della Messa. Una purificazione quindi da tutto un contorno che, purtroppo, tante volte, invece di aiutarci a vivere meglio il Natale, lo offusca e ci distrae dal suo vero significato.

Discernimento. Durante questo tempo di Avvento ci siamo posti come singoli e come comunità parrocchiale tre domande, alle quali ciascuno risponderà, per poi condividerle durante gli incontri virtuali: quali domande o dubbi di fede mi sono sorti durante questo tempo? Sono riuscito/a a darmi delle risposte?; Qual è stato il “bene”, gli aspetti positivi che ho riscoperto in questo tempo?; Qual è stata la Grazia che Dio mi ha regalato durante questo tempo?

Parola di Dio. Essendo poche le attività che si possono realizzare in questo tempo, ci siamo concentrati sulla S. Messa quotidiana e in modo particolare sulla liturgia della Parola che ci viene offerta ogni giorno. Così, dalle letture della Messa quotidiana, abbiamo cercato di cogliere un messaggio preciso per prepararci all’incontro con Cristo.

Il proverbio dice: “Quando si chiude una porta si apre un portone”. Il Covid-19 ci ha chiuso molte porte, ma il buon Dio ci ha aperto un portone per un cammino di purificazione, discernimento, unità, alla luce della Parola di Dio.