Le fasi della malattia in cui credeva di dover ‘consegnare la sua anima’ al Signore e l’energia, sorta da una voce, che gli diceva: coraggio. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia e Città della Pieve, nel messaggio augurale per il Natale, affidato ai social media della arcidiocesi, confida alcuni ricordi del suo ricovero per l’infezione da covid-19 che lo ha colpito a novembre. Bassetti rammenta quella che definisce la “cosa più terribile” ovvero la solitudine. “L’avevo sentito dire tante volte – dice -. Morire da soli è terribile”.

In un periodo di sofferenza per tutti non va trascurato il messaggio trasmesso dal Natale: “un giorno dove veramente la speranza rinasce, per potere guardare sé stessi e per potere guardare gli altri, un giorno – dice il presidente della Cei – per essere veri con Dio, con sé stessi e con il mondo. Perché non c’è niente umanamente parlando – di più semplice e sconcertante di un bambino che nasce in una grotta per salvare l’umanità”.

Nel suo discorso il cardinale ricorda “tutti coloro che lavorano e che si impegnano per gli altri” e paragona la malattia al deserto “perché ti annulla tutte le energie vitali ed è difficile ricostruire, anche fisicamente, la propria vita. Quindi ci vuole coraggio”. “A tutti coloro – conclude – che in questo momento soffrono, e mi unisco alla loro sofferenza, a tutti loro voglio dire: coraggio! C’è qualcuno che vi sta vicino, c’è qualcuno che viene per voi. La speranza non è qualche cosa che ci porta all’illusione per superare i momenti più tristi. La speranza è un dono di Dio, è una certezza: che tutte le promesse di Dio si realizzeranno”. Fonte: Sir