Paolo Bassi, direttore del reparto di Malattie Infettive
Paolo Bassi, direttore del reparto di Malattie Infettive

“Tutto dipende da noi, da come ci comporteremo nelle prossime settimane”. Son diversi i medici che ce lo stanno dicendo. Ma Paolo Bassi, direttore delle Malattie Infettive del Santa Maria delle Croci, lo dice da una trincea che negli ultimi mesi si è fatta sempre più difficile.

“La situazione è stata pesante” ammette. Ma con le dovute differenze: “Non siamo mai stati a livello della Lombardia. Lì sono stati presi di sorpresa da un fenomeno nuovo. Qui, durante l’estate, c’è stato un allentamento dell’attenzione nelle misure di prevenzione e purtroppo l’hanno pagato gli anziani e gli ospiti delle Case residenze anziani. È diverso: qui non ho mai pensato che non ce l’avremmo fatta”.

Questo è un virus “pericoloso” altamente contagioso, è vero ma “soprattutto per persone appunto anziane e con altre patologie. Il 10% circa di chi si ammala presenta un aggravamento pesante delle sue condizioni di salute. E poi ormai abbiamo chiaro come si diffonde: soprattutto per via aerea, col droplet. Basta la mascherina chirurgica e igienizzarsi bene le mani”.

Il fatto, ragiona il dottor Bassi, è che noi siamo “animali sociali, siamo fatti per stare insieme. È difficile mantenere la distanza ma è necessario. È un fatto psicologico”.

In ballo c’è proprio la temibile “terza ondata”. “Il rischio è che le festività di Natale siano il corrispondente delle discoteche in agosto. Dipende tutto da noi, da come ci comporteremo nelle prossime settimane”. Quando probabilmente, anche i sintomi i influenzali statisticamente aumenteranno: “Per questo la vaccinazione anti-influenzale è importante. Riceviamo tantissime telefonate di persone impaurite all’arrivo di questi sintomi, che possono essere invece solo influenze stagionali e come tali vanno gestite a casa”.

Il Natale è in arrivo, anche nel pieno dell’emergenza sanitaria. Cosa dà speranza in questa situazione? “Ultimamente adatto alla situazione un’invocazione che mi è cara: Veni Sante Spiritus, veni per Maria…e portaci via quest’epidemia. Abbiamo bisogno di un aiuto, e ce ne siamo resi conto.

Ci sentivamo capaci di gestire tutto come volevamo. Forse di una ridimensionata c’era bisogno: anche se ovviamente non sto dicendo che questa pandemia sia una ‘punizione divina’. Abbiamo bisogno di capire che la vita è in mano a Qualcuno. Ma a qualcuno che ci vuole bene, anche se ora siamo sottoposti a un momento di prova.

Questo mi dà la forza: io non mi arrendo perché so che la vita non mi è contro. C’è sempre la possibilità di fare qualcosa. E noi dobbiamo imparare ad essere padri e madri. Mi viene in mente l’immagine di Cristo che abbraccia la donna che ha perso suo figlio. Soprattutto chi ha avuto la grazia della fede, ha il dovere di spenderla questa paternità”.