Papa Francesco

Papa Francesco, con un Chirografo del 17 novembre 2020, ha eretto in persona giuridica canonica e vaticana la Fondazione Rete mondiale di preghiera  – già Apostolato della preghiera – con sede nello Stato della Città del Vaticano. A renderlo noto è la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che la Fondazione, il cui scopo è “coordinare e animare il vasto movimento spirituale, sempre caro al Pontefice, che accoglie e diffonde le intenzioni mensili di preghiera proposte dal Papa alla Chiesa”, continuerà a essere affidata alla cura della Compagnia di Gesù.

Il Papa ha nominato padre Frederic Fornos direttore internazionale della Fondazione. La Rete mondiale di preghiera del Papa, già Apostolato della Preghiera, iniziato in Francia da padre François-Xavier Gautrelet, è fondata sulla spiritualità del Sacro Cuore di Gesù e accoglie le intenzioni mensili di preghiera proposte dal Santo Padre alla Chiesa. “Alcuni anni fa ho istituito la Rete mondiale di preghiera del Papa come Opera pontificia per sottolineare il carattere universale di tale apostolato e la necessità che tutti abbiamo di pregare sempre più e con sincerità di cuore”, scrive il Santo Padre nel Chirografo, diffuso oggi: “Allo scopo di coordinare e animare questo movimento spirituale a me caro, dotandolo di una struttura adeguata ai tempi che viviamo, in virtù della potestà apostolica nella Chiesa e della sovranità nello Stato della Città del Vaticano, erigo in persona giuridica canonica e vaticana la Fondazione Rete mondiale di preghiera del Papa”, i cui statuti entreranno in vigore a partire dal 17 dicembre prossimo e resteranno “ad experimentum” per tre anni.

Il Papa affida alla Fondazione la missione di “far conoscere, promuovere e stimolare la preghiera per le sue intenzioni, che esprimono sfide dell’umanità e della missione della Chiesa”. Il patrimonio della Fondazione è costituito della dotazione iniziale della somma di centocinquantamila euro e duecentottantamila dollari e può essere incrementato “da acquisti, lasciti o donazioni di beni mobili e immobili pervenuti alla Fondazione e destinati sempre al conseguimento delle finalità istituzionali; dai contributi di soggetti pubblici o privati; dal profitto delle royalties, come ad esempio i diritti di autore, dalle iniziative messe in corso con fini istituzionali”.

La Fondazione ha la capacità giuridica di “acquisire, trattenere, gestire e alienare beni temporali, secondo le norme legali di ciascun Paese”. Il direttore internazionale è responsabile della gestione di tali beni per quanto riguarda l’attività amministrativa della Fondazione. I direttori nazionali o regionali sono responsabili della gestione di tali beni, rispettivamente a livello nazionale o regionale.

Fonte: Sir