Papa Francesco all'Angelus
Papa Francesco all'Angelus

“La conversione comporta il dolore per i peccati commessi, il desiderio di liberarsene, il proposito di escluderli per sempre dalla propria vita”. Lo ha spiegato il Papa, durante l’Angelus di domenica 6 dicembre, soffermandosi su una delle parole-chiave dell’Avvento. “Per escludere il peccato, bisogna rifiutare anche tutto ciò che è legato ad esso, le cose che sono legate al peccato e cioè bisogna rifiutare la mentalità mondana, la stima eccessiva delle comodità, la stima eccessiva del piacere, del benessere, delle ricchezze”, il monito di Francesco sulla scorta dell’esempio di San Giovanni Battista: “Un uomo austero, che rinuncia al superfluo e ricerca l’essenziale”.

“L’abbandono delle comodità e della mentalità mondana non è fine a se stesso, non è un’ascesi solo per fare penitenza: il cristiano non fa il fachiro”, ha precisato il Papa: “È un’altra cosa. Non è fine a se stesso, il distacco, ma è finalizzato al conseguimento di qualcosa di più grande, cioè il regno di Dio, la comunione con Dio, l’amicizia con Dio. Ma questo non è facile, perché sono tanti i legami che ci tengono vicini al peccato, e non è facile… La tentazione sempre tira giù, tira giù, e così i legami che ci tengono vicini al peccato: l’incostanza, lo scoraggiamento, la malizia, gli ambienti nocivi, i cattivi esempi”.

“Quando ti viene questo pensiero di scoraggiarti, non rimanere lì, perché questo è sabbia mobile: la sabbia mobile di un’esistenza mediocre”, il consiglio di Francesco: “Pensate alla tenerezza di Dio. Dio non è un padre brutto, un padre cattivo, no. È tenero, ci ama tanto, come il buon Pastore, che cerca l’ultima del suo gregge. È amore, e la conversione è questo: una grazia di Dio”.

“Come vedete, nella piazza è stato innalzato l’albero di Natale e il presepe è in allestimento – ha aggiunto il pontefice –. In questi giorni, anche in tante case vengono preparati questi due segni natalizi, per la gioia dei bambini… e anche dei grandi! Sono segni di speranza, specialmente in questo tempo difficile. Facciamo in modo di non fermarci al segno, ma di andare al significato, cioè a Gesù, all’amore di Dio che Lui ci ha rivelato, andare alla bontà infinita che ha fatto risplendere sul mondo”, Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce”, ha assicurato Francesco: “Lasciamola entrare nel nostro cuore, e tendiamo la mano a chi ha più bisogno. Così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi”.

 (M. N.) per AgenSir

i.