I giovani della parrocchia di Portomaggiore pronti per le consegne

La “Cena della Carità” è un’iniziativa che negli ultimi anni i giovani portuensi non si sono mai lasciati scappare, è sempre stata una bella occasione per farsi vicini, “in leggerezza”, a persone che vivono nella quotidianità situazioni di vita difficili. Un breve momento, un piccolo gesto, poco più di una scintilla nel buio. Quest’anno, per ovvi motivi, la socialità e i momenti di aggregazione sono stati messi al bando, ma nessuno ci ha potuto impedire di portare questa scintilla suonando al campanello delle famiglie.

Ed è così che abbiamo aderito ben volentieri all’iniziativa “Pizza? Gusto carità”, progetto che si è sviluppato in stretta collaborazione tra giovani e Caritas parrocchiale. L’idea è stata quella di coinvolgere le pizzerie del paese e vestire, per una sera, i panni dei “porta pizza”. Sono state consegnate 125 pizze in poco più di 30 minuti, non senza piccole gaffe che hanno aggiunto note folkloristiche alla serata: numeri civici nascosti da luminarie natalizie che ci hanno costretto a suonare, disorientati, alle porte sbagliate; corse disperate dal civico 12a al 12q nel tentativo di non far freddare le pizze (non pensiate si tratti solo di poche decine di metri); e ancora frasi ad effetto urlate ad amici e conoscenti che ci vedevano sfrecciare con pile di pizze infinite “Cosa ci fate con tutte quelle pizze? Tranquillo, siamo in missione per conto di Dio” (citazione celeberrima tratta dal film The Blues Brothers).

Ci siamo prima di tutto divertiti e realizzare questa iniziativa, ma in questo periodo cosi pieno di restrizioni sociali non si può nascondere che il banale contatto tra le nostre mani e quelle di chi riceveva i cartoni delle pizze trasmetteva una scossa, un brivido di umanità. Ai citofoni hanno risposto bimbi così piccoli che addirittura faticavano a parlare o che presi dall’imbarazzo chiamavano la mamma o il papà, ci hanno aperto le porte genitori sorridenti e coppie semplicemente contente di far parte di una comunità reale.

Per noi è stato bello semplicemente per essere tornati a fare qualcosa di utile per le persone, per chi è abituato a vivere il volontariato l’immobilità, e soprattutto l’impotenza, sono qualcosa che ti logora da dentro. Anche perché non è certo una novità, ma è sempre bene ricordarlo: chi dona qualcosa di sé, riceve indietro 100 volte tanto. I beneficiari dell’iniziativa sono stati, si, le 125 persone che hanno ricevuto la pizza, ma al conto bisogno aggiungere i 15 volontari che probabilmente ne sono usciti arricchiti più di tutti.

E’ quanto meno doveroso ringraziare la comunità tutta di Portomaggiore, alla presentazione di questa iniziativa ha risposto con una grandissima generosità, mostrando ancora una volta la sensibilità che da sempre la caratterizza: dalle pizzerie che ci sono venute incontro economicamente alla comunità parrocchiale che ha finanziato con offerte l’intera iniziativa, senza dimenticare i forni che hanno donato i panettoni artigianali per tutte le famiglie interessate.

Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare… e Portomaggiore c’è!

Giacomo Zibordi