Philippe de Champaigne (1645) San Giovanni Battista (particolare). Olio su tela Musée des Beaux-Arts, Grenoble
Philippe de Champaigne (1645) San Giovanni Battista (particolare). Olio su tela. Musée des Beaux-Arts, Grenoble

II domenica di AVVENTO
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 1-8)

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”, vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”.

Il commento di don Alberto Brunelli, Vicario generale

Preparate la via del Signore. Questo appello è passato attraverso i secoli dalla bocca dei profeti a quella di San Giovanni Battista, fino ai lettori di oggi nelle nostre chiese. La preparazione è indispensabile per ogni avvenimento a cui si dà importanza, a partire da un invito a pranzo a qualche amico o parente, dal reperire il materiale necessario a svolgere un lavoro, da uno studio lungo e impegnativo per diventare docenti o musicisti. La preparazione e l’attesa creano le condizioni interiori per accogliere coscientemente persone o fatti che ci riguardano e a cui diamo rilievo.

Se questo avviene per le cose di questo mondo, tanto più deve coinvolgerci l’avvicinarsi dell’incontro con il nostro creatore e redentore. Coinvolgerci non solo personalmente, ma anche comunitariamente. I due livelli non possono mai essere separati. Noi non viviamo da soli, isolati da tutto e da tutti. Siamo responsabili della nostra vita, ma anche di quella degli altri. Ogni nostra azione ha riflesso sugli altri, famiglia, amici, scuola, lavoro, parrocchia, luoghi di incontro, fino ad arrivare alla propria nazione al mondo intero.
Gli antichi profeti si rivolgevano al popolo di Israele, oggi la loro parola viene portata al cuore della Chiesa e dei singoli battezzati.

Come può la Chiesa di oggi preparare la via del Signore? Ogni momento storico ha le proprie caratteristiche, ogni comunità o singolo ha diverse necessità. Leggere i segni dei tempi, prestare attenzione a persone, cose e avvenimenti è un dovere a cui nessuno si può sottrarre. E nessuno può adagiarsi nella rinuncia a impegnarsi per trovare modalità adeguate per comunicare il “vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio” (Mc 1,1).

Pensiamo anche solo alla terra in cui viviamo, la Romagna e il ferrarese. Fino a 150 anni fa era parte dello Stato Pontificio, in cui Chiesa e mondo civile e politico coincidevano. Poi si sono succedute ideologie politiche contrapposte alla visione cristiana, progressivamente esaurite nella loro carica anticlericale fino a mescolarsi in una concezione non ancora ben individuata. Intanto le migrazioni interne e l’immigrazione hanno cambiato profondamente la composizione della popolazione, mentre il livello di benessere diffuso si è progressivamente ristretto. All’interno della Chiesa si è passati da una presenza capillare dei preti nelle parrocchie a un forte diradarsi del loro numero, dalla sparizione di congregazioni religiose alla trasformazione di opere di carità affidate a personale laico.

Il lavoro che si sta facendo di unioni pastorali di parrocchie e di affidamento ad altri di opere caritative o educative è un modo per rispondere alle caratteristiche della nostra epoca. Quali altre decisioni si dovranno prendere sarà il compito a cui tutti i battezzati dovranno dare il loro contributo di pensiero, di consiglio, di preghiera. Con la serenità e la pace interiore che provengono dalla convinzione che la Chiesa e il mondo sono nelle mani di Dio.

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