Difficoltà a garantire alcune prestazioni, come le visite oculistiche e le colonscopie, anche se entro dicembre tutte le prestazioni sospese durante il primo lockdown saranno recuperate; focolai nelle strutture per anziani, quello “importante” alla Baronio-Pallavicini e alcuni più piccoli a Villa Serena e alla Don Zalambani, in una serie di comunità alloggio e in una casa famiglia. Sono due dei temi su cui aggiorna lo stato dell’arte la direttrice del distretto socio-sanitario di Ravenna, Roberta Mazzoni, durante la diretta Facebook di questa mattina con il sindaco Michele De Pascale, che prosegue così le conversazioni del mercoledì con i professionisti del mondo della sanità, per fare il punto sull’emergenza sanitaria nel nostro territorio.

Si parte dal possibile passaggio in fascia gialla, magari con qualche restrizione in più, dell’Emilia-Romagna: sia un “giallo ocra o forse qualcosa in più”, auspica Mazzoni. D’altronde, entra nel dettaglio, la situazione è di “grande pressione” sia sulle strutture ospedaliere che “sono in affanno”, sia su quelle territoriali. Anche se ieri, dai 200-250 casi giornalieri si è scesi a 140. Dunque, avverte, “in questo momenti dobbiamo stare molto attenti ad applicare le misure di sicurezza, servono attenzione e grande responsabilità”. Senza tralasciare che “la fatica degli operatori sta diventando un elemento molto forte nella gestione dell’attività”. L’obiettivo, prosegue, è “arrivare alla vaccinazione, la luce in fondo al tunnel”, che scatterà tra gennaio e febbraio, ma di certo “dovremo continuare con le accortezze fino all’immunità di gregge”, probabilmente tutto il 2021 per “arrivare pronti ad autunno”. Per quanto riguarda il pregresso, prosegue, durante il lockdown sono state sospese oltre 380.000 prestazioni in Romagna, 95.000 nella provincia di Ravenna.

Si è ripartiti dall’accesso con modalità programmata e progressivamente si è riaperta l’offerta ordinaria: “La situazione attuale è piuttosto buona” ed “entro dicembre” tutti i pazienti sospesi avranno ricevuto la prestazione o l’appuntamento per effettuarla. Rimangono “criticità”, principalmente per la difficoltà di reclutamento di medici specializzati, per quanto riguarda la visita oculistica, l’attività endoscopica e la visita morfologica. “Le mammografie cliniche non sono state riaperte ma si conta di recuperare tutta l’attività di screening”, aggiunge. Inoltre, conclude, è stato completato l’avvio del Cup aziendale che consente la prenotazione di viste ed esami in ogni punto della Romagna (Dire)