Le suore della Piccola Famiglia di Santa Teresa

Una fedeltà rinnovata a Dio e ai poveri nel mondo che cambia. Ieri mattina le suore della Piccola Famiglia di Santa Teresa hanno rinnovato i loro voti, nel giorno dell’Immacolata Concezione nella celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni nella chiesa dell’Opera. “Non è facile seguire i poveri – ha spiegato la superiora Anna Morandi, in apertura nel collegamento con Teleromagna che ha trasmesso la Messa – ma la continuità la dà solo l’amore di Dio. Anche le forme del servizio possono cambiare, perché i bisogni nella società cambiano”.

L’omelia dell’Arcivescovo

E infatti c’è aria di cambiamento nell’Opera fondata da don Angelo Lolli anche nel servizio che le consacrate della Piccola Famiglia (realtà che sta per compiere 90 anni) sono chiamate a svolgere. “Dopo anni di sacrifici – ha detto il direttore dell’Opera don Alberto Graziani – cominciamo a sperare che dalla sofferenza degli ultimi anni possa nascere qualche frutto

Nell’omelia l’arcivescovo Lorenzo ha sottolineato il senso e il valore del rinnovo dei voti: “Ribadire la propria fedeltà a una missione ricevuta in qualche caso molti anni fa, un fatto che non si esaurisce solo nel dono personale”. “Tutta la storia è inserita nel grande disegno di Dio – ha proseguito mons. Ghizzoni facendo riferimento alle letture –, un disegno nel quale Dio ha pensato di coinvolgere l’umanità perché fossimo corresponsabili della salvezza. È un percorso nel quale il Signore, passo dopo passo, ci dà l’occasione di convertirci. Abbiamo l’opportunità di ricostruire la Creazione che coinvolger la libertà di ciascuno”.

Anche Maria è dentro questo disegno, “predestinata ad essere figlia adottiva di un Dio che lei stessa genererà”. In questa sua libertà, che è anche nostra, “imitiamo Maria nella dedizione totale a Dio e agli altri”. È la grande missione della Chiesa quale siamo tutti inseriti. E ieri si è ricordato il sì a questo progetto delle suore della Piccola Famiglia di Santa Teresa