E’ entrata nella seconda fase la progettualità del nuovo parco urbano che, negli auspici dell’amministrazione comunale di Ravenna, sorgerà nell’area dell’ex caserma Dante Alighieri, sede del quinto reggimento primo gruppo, ma chiusa ormai da una decina di anni, dal 30 giugno 2011. Un sopralluogo avvenuto questa mattina, alla presenza del sindaco Michele de Pascale, e dei rappresentanti della direzione lavori, e aperto alla stampa, ha permesso di cogliere lo stato dell’arte dei lavori, che sono partiti nel luglio scorso e in una prima fase hanno riguardato la bonifica dell’amianto. Successivamente sono stati abbattuti gli edifici una volta utilizzati dai militari e privi di valore storico-culturale.

Ora si è entrati nella fase dell’approfondimento archeologico, per vedere se ci sono reperti e per valutare le caratteristiche del terreno “su cui verrà poi allestito il nuovo terreno vegetale per le nuove piantumazioni – precisa Marco Bottazzi, geometra del Comune e direttore operativo della direzione lavori – e tutte le successive sistemazioni, i sottoservizi, i percorsi pedonali e di riqualificazione dell’intera area”. Si farà un’attività di indagine archeologica approfondita che, in caso di ritrovamenti di rilievo, potrebbe tradursi in veri e propri scavi in modo da creare anche una sorta di parco archeologico.

Il sindaco De Pascale questa mattina al sopralluogo nell’area dell’ex Caserma Dante Alighieri

A conclusione dei lavori, l’area, che misura 15mila metri quadrati, accoglierà al suo interno “una zona destinata all’attività didattica – chiarisce Bottazzi – a servizio dell’istituto scolastico confinante, alcuni spazi destinati ad accogliere orti che verranno poi donati alla città, e per la gestione dei quali c’è l’interesse della Casa circondariale, verrà creato un anfiteatro con i gabbioni in pietra, e saranno piantumate una serie di essenze arboree. E ancora verranno creati percorsi pedonali fruibili da tutta la cittadinanza”. All’interno del nuovo parco urbano è prevista poi la realizzazione di un punto ristoro ricavato da un caseggiato pre-esistente, che non è stato toccato dai lavori di demolizione, mentre i capannoni retrostanti contigui alla cinta muraria, all’epoca un’officina, verranno adibiti a laboratori e a deposito degli attrezzi per la lavorazione degli orti. Sul fronte opposto, la parte nobile della caserma verrà sfruttata dalla società pubblica Cassa Depositi e Prestiti per realizzare una struttura ricettiva di pregio. Infine, non verrà toccata la cinta muraria e resteranno anche le torrette di avvistamento, come memoria dell’identità della caserma e come testimonianza storica.

Il progetto, il cui completamento è previsto per l’estate, prevede un costo di 3 milioni di euro, la metà dei quali arriva da finanziamenti regionali grazie a un bando vinto dal Comune per il progetto strategico “Ravenna Rigenera”. “Quando sarà finito, questo diventerà il quarto grande parco della città – spiega il sindaco Michele de Pascale – dopo i Giardini pubblici, il Parco Teodorico e il parco Cesarea; sarà gestito con chiusure serali e un servizio di guardianeria e attraverso una serie di punti permetterà di raggiungere, quasi collegandole tra loro, la Rocca Brancaleone”.