Sacca di sangue (foto d'archivio)

Nell’anno della pandemia non rallenta l’attività di Avis provinciale Ravenna che anzi mette a bilancio un aumento di donazioni di plasma e oltre 1.500 new entry tra i donatori. Nel 2020 le prime sono state 6.129, il 25% in più rispetto al 2019 (4.888).

Come riporta l’associazione, non sono inoltre calate nemmeno le donazioni di sangue, pari a 13.549, per un totale di 19.678 donazioni tra sangue e plasma. Quanto ai donatori, a fine 2020 si sono contati 1.546 nuovi arrivi, per un totale complessivo di 10.769 donatori.

I risultati rientrano poi nel quadro della riorganizzazione dell’attività di raccolta, in un momento straordinario come quello pandemico. “Nel 2020 nemmeno un giorno di raccolta sangue è andato sprecato – sottolinea l’Avis ravennate – per garantire trasfusioni a tutti quei malati che, parallelamente ai rischi del Covid-19, hanno dovuto far fronte ad altre minacce per la salute”.

L’emergenza sanitaria ha modificato la routine delle donazioni, effettuate solo con prenotazione obbligatoria in tutti i punti di raccolta per evitare affollamenti e rivedendo procedure di accesso e sanificazione negli 11 punti. “I primi giorni di marzo- racconta Marco Bellenghi, presidente Avis provinciale Ravenna – sono stati complessi, soprattutto per la necessità di ridefinire rapidamente le procedure per la sicurezza dei donatori, consapevoli che un rallentamento della raccolta avrebbe significato mettere a rischio quei malati che necessitano di trasfusioni”.

Nonostante il rallentamento dell’attività chirurgica che ha riguardato ospedali e strutture sanitarie di tutta Italia, prosegue Bellenghi, le unità di sangue e plasma raccolte in provincia sono state messe a disposizione dell’area vasta e sono state completamente utilizzate, sia per il fabbisogno della regione, che per contribuire all’autosufficienza nazionale, e delle regioni più colpite dalla prima ondata della pandemia (Dire).