Opera Santa Teresa
Opera Santa Teresa

Il Covid è entrato, purtroppo, anche nelle residenze anziani dell’Opera Santa Teresa. Al momento si registrano 7 positività tra gli ospiti e altre sette tra gli operatori sanitari, conferma Federico Fronzoni, della cooperativa Dolce che gestisce la parte socio-assistenziale della struttura.

“Sono ovviamente stati attivati tutti i protocolli del caso – specifica –. Abbiamo creato all’interno della struttura un ‘nucleo Covid’ isolando i positivi con del personale dedicato. È un po’ come se fossero sotto una ‘campana di vetro’”.

Al momento, prosegue Fronzoni, non c’è il problema della carenza di personale, nonostante le malattie degli operatori sanitari contagiati, prosegue Fronzoni: “Alcuni infermieri sono stati trasferiti dall’hospice gestito dalla Dolce e un medico arriva in supervisione dall’Ausl”

Sull’origine dei contagi, non si sono certezze. Due ospiti erano appena rientrati da un ricovero in ospedale ma questa è solo una pista. “Il rischio zero non esiste, è proprio così – spiega Fronzoni – anche perché la vita privata degli operatori, fuori dalle strutture non può essere normata per legge”.

Sulla polemica innescata nei giorni scorsi dalla Cgil (che denunciava come “la quasi totalità dei contagi, nella seconda ondata si è verificata in strutture gestite dalla cooperazione sociale, da privati o strutture non accreditate”), però Fronzoni non rinuncia a togliersi un sassolino dalla scarpa: “Statistiche alla mano, tutte le strutture che oltre all’accoglienza residenziale hanno una Rsa interna (che gestisce il post-ricovero in convenzione) hanno avuto contagi.

Come quasi tutti quelle che hanno posti convenzionati. Se si estende poi la visione anche alla prima ondata, troviamo anche una struttura pubblica nell’elenco”. Difficile fare distinzione di gestione, insomma. Il virus purtroppo ha colpito duramente l’intero segmento dell’assistenza agli anziani del territorio. E le polemiche non aiutano a tenerlo lontano.