Alessandro Bondi riconfermato alla guida del Csi Ravenna

E’ un Csi Ravenna nel segno quasi totale della continuità quello che è stato disegnato dall’assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche sociali tenutasi lunedì scorso in videoconferenza al termine del quadriennio olimpico 2020-2024. L’assemblea delle società aventi diritto ha ratificato la conferma di Alessandro Bondi alla presidenza del Csi e l’elezione del nuovo consiglio provinciale, composto quasi in toto dai consiglieri che già formavano l’organismo precedente. A seguito dell’approvazione del nuovo statuto nazionale Csi, sono cambiati i parametri per le elezioni e per la nomina a consigliere, scendendo così il numero dei posti disponibili da dodici ad otto.Sono stati eletti Andrea Alessi, Gianluigi Amore, Sergio Casadio, Marco Guizzardi, Umberto Leoni, Matteo Manca, Raoul Minzoni, ai quali si aggiunge la ‘new entry’ Gabriella Zivanov. Saranno cooptati Marco Fiammenghi, Raffaella Ghiselli, Lorena Leoni e Massimo Montanari. Chiudono la squadra i revisori dei conti provinciali: i riconfermati Eloisa Ferretti (effettivo) e Giovanni Bonaiuti (supplente). Nelle prossime settimane verranno inoltre definiti i componenti della presidenza provinciale e i diversi coordinatori d’area.

Continuità, ripartenza, necessità di rimodulare l’attività sono le parole chiave emerse nel corso dell’assemblea. Il quadriennio che si è chiuso ha visto il Csi “emergere come ente non solo sotto l’aspetto dell’attività sportiva – ha ricordato Bondi – ma anche per il prestigio delle importanti e produttive alleanze strette con molte realtà del terzo settore del territorio”.
A partire dal mondo delle cooperative, che hanno permesso al Csi di sviluppare “l’attività per persone con disabilità intellettivo relazionale, diventando l’ente di riferimento per il Comune di Ravenna – ha detto Bondi – e spalancando anche le porte del mondo del volontariato e del terzo settore. Ad oggi il CSI è una realtà presente e sempre interpellata all’interno del CSV di Ravenna, dal quale siamo stati individuati come ente capofila nella progettazione di rilevanza locale”.

E poi ci sono le intese con gli altri enti sportivi del territorio, in particolar modo con la Uisp di Ravenna “con cui oggi è in vigore una vera e propria collaborazione. Con loro abbiamo anche partecipato a vari bandi per la gestione di impianti sportivi”, ha ricordato Bondi. E poi la collaborazione con Gym Academy e Ravenna Runners Club che ha “permesso di continuare a mettere sul piatto un’offerta sportiva e motoria per persone di ogni età”, e con la casa circondariale di Ravenna che ha portato ad elaborare un insieme di progetti sportivi e formativi”.

Per il futuro, sono tanti i punti che indirizzeranno il nuovo mandato: supporto alle società per la ripartenza, che non deve essere necessariamente e meramente economico, rilancio e rimodulazione dell’attività sportiva, implementazione dei rapporti col Terzo settore e con il mondo ecclesiastico, “implementando le relazioni già in essere, ma anche sviluppandone di nuove e costituendo una rete che possa offrire un’offerta sempre più ampia per ogni tipo di utenza” il varo di percorsi formativi qualificanti e d’avanguardia, “non per rilasciare attestati con estrema facilità, come spesso si sente, ma sfruttando le competenze degli operatori”, sottolinea Bondi.

A causa della pandemia “uno degli obiettivi più ambiziosi non è stato realizzato, ma sicuramente sarà una priorità non appena si potrà ripartire a pieno regime, ossia l’integrazione col sistema sportivo scolastico – ricorda il presidente del Csi Ravenna – offrendo azioni legate al drop out sportivo, ma anche all’aggiornamento degli insegnanti. Sarà necessario rilanciare anche il binomio sport e turismo, rimodulando eventi sportivi principalmente estivi, primo su tutti la Due Giorni Mare, uscendo anche dagli schemi sino ad ora utilizzati. Implementare anche la presenza durante il periodo estivo, offrendo sia attività sportiva, che collaborazione ai centri ricreativi e Grest. Da ultimo ma non per importanza rafforzare la collaborazione con il mondo ecclesiastico, alla luce anche della collaborazione instaurata con il Servizio Tutela Minori che ha portato alla realizzazione da parte della presidenza nazionale del Progetto Safe per la prevenzione e l’individuazione di fenomeni di abuso nei contesti protetti quali scuole, oratori e palestre”.