Alessi e Redentore
Andrea Alessi, secondo da destra, con la squadra femminile di pallavolo del Redentore

Nel 2018 l’aveva vinto il Redentore. Ora, due anni dopo, è toccato ad Andrea Alessi, responsabile del gruppo sportivo dell’omonima parrocchia. Nella vetrina dei trofei che le varie squadre del Redentore hanno conquistato nel corso della loro storia sportiva ora ci sarà anche il discobolo al merito che il Csi nazionale ha assegnato a Andrea Alessi. “E’ un riconoscimento di cui sono onorato e orgoglioso – spiega Alessi – e che rimarrà per sempre tra le mie cose più belle ma che è giusto condividere con tutti i ragazzi e le ragazze del Redentore. Io presto servizio in parrocchia e senza di loro non farei nulla. Questo premio è anche il risultato delle persone che ho intorno. Quando sarà il momento della premiazione chiederò di condividerla con tutto il gruppo”.

Il discobolo al merito, istituito nel 1994 e fino al 2000 diviso tra oro, argento e bronzo, è un riconoscimento che viene conferito a società sportive e a tesserati del Csi con anzianità minima associativa di 30 anni, e, in alcune circostanze previste dal regolamento, è accompagnato da premi alla memoria e a persone esterne al Csi.

Con quello di Alessi sono 15 i discoboli assegnati al Csi Ravenna: prima di lui, uno alla memoria per Claudio Morigi (discobolo d’argento), sei per i tesserati Romano Benzoni (argento, il primo a ottenerlo nel 1994), Pino Masotti (oro nel 2001), Sergio Casadio (nel 2008), Marco Guizzardi (nel 2009), Giovanni Giuseppe Rossini (2018) e Bruno Vandini (2019), e sette per le società sportive Gs Romagna (argento, nel 1995), San Rocco (oro, nel 2000), Csi Nuoto (nel 2007), Stella Azzurra (nel 2008), Or. Sa. Olimpia (nel 2009), Atlas Santo Stefano (nel 2010) e Redentore (nel 2018).

“Qui al Redentore – racconta Alessi – sono tutti felici per me. Mi piace pensare che questo riconoscimento faccia da ulteriore impulso per la ripartenza. Ho già detto con tutti di pensare a tutto quello che si può fare alla ripresa dell’attività, perchè quando si ripartirà ci sarà bisogno di lavorare più di prima, rilanciare le comunicazioni, il modo di essere e di stare insieme. Sono preoccupato per la situazione: i ragazzi stanno veramente soffrendo e rischiamo di perdere un intero gruppo di giovani non solo perchè non si è riusciti a fare attività sportiva ma anche perchè non si è riusciti a dare un’opportunità di aggregazione e di incontro. Questi sono periodi andati persi e non si potranno recuperare facendo tantissime cose appena si potrà. La ripartenza dovrà essere graduale e tutti dovremo dare il 110%”.