La sede della Cmc a Ravenna
La sede della Cmc a Ravenna

“La vedo come un’opportunità per portare a termine un percorso di sviluppo di quell’area già avviato, nella quale ci sono ampie possibilità di recupero e di intervento”. Commenta così, Federica Del Conte, assessore all’urbanistica e alla rigenerazione urbana del Comune di Ravenna, la notizia diffusa oggi dai due quotidiani locali della decisione della Cmc di mettere in vendita, tramite apposito bando, tutta l’area in Darsena di sua proprietà che comprende la sede storica, l’area dell’ex bitumificio e tutta la zona circostante.

“Per noi l’area della Darsena è particolarmente strategica – aggiunge l’assessore – e ricade in quel percorso di rigenerazione urbana e di riqualificazione che abbiamo avviato anni fa, sulla spinta anche della legge regionale per la riduzione del consumo di suolo. Si tratta di aree che erano produttive, ora compromesse, che lasciano però ampi margini di intervento. Nello specifico, la Cmc aveva presentato a suo tempo un piano di riqualificazione di quell’area nei comparti 8 e 9 legandoli ai contenuti del POC Darsena, quando ancora era vigente e scaduto l’11 marzo scorso. Oggi il fatto che quest’area possa essere messa in vendita è un elemento importante che può dare un’accelerata al suo recupero là dove è necessario. In quell’area del resto sono in corso interventi per la realizzazione dell’infrastrutturazione fognaria e del cablaggio della fibra ottica”.

Una prima manifestazione di interesse è arrivata in serata da Cia-Conad, società con oltre 30 punti vendita in Romagna che possiede anche il complesso di archeologia industriale Sigarone. “Non solo Commercianti Indipendenti Associati è interessata all’area di via Trieste dove ha sede la Cmc di Ravenna – ha detto in una nota stampa Luca Panzavolta, amministratore delegato di Cia Conad – ma la nostra cooperativa ha già pronto un progetto urbanistico ambizioso per la riqualificazione della Darsena, di levatura nazionale se non oltre. Il nostro progetto mette in connessione le due aree principali della zona, quella del Sigarone e quella della Cmc, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo commerciale e residenziale in un’ottica sostenibile, ma anche di incentivare una forte presenza di servizi di pubblica utilità per tutta la cittadinanza. Crediamo si tratti di un’opportunità rilevante per un territorio così importante come quello ravennate, anche a fronte di importanti interventi pubblici. Il nostro progetto, infatti, si pone l’obiettivo di costituire il motore trainante per lo sviluppo della nuova Darsena, diventando di fatto una nuova ribalta per la città di Ravenna“.

“Il piano regolatore prevede la possibilità di costruire un centro commerciale, residenziale – conferma la Del Conte – e aree verdi per cui chiunque sia ad acquisire l’area si muove su un solco tracciato. Poi è chiaro ci sono passaggi ulteriori da fare ma, stando larghi, si può ipotizzare che a fine anno la procedura possa arrivare a conclusione”. La base d’asta è individuata da Cmc in 18 milioni di euro, per un lotto complessivo di 18.100 metri quadrati di cui 9500 coperti, con le offerte che dovranno giungere entro le 15 del 9 marzo. Alla stessa ora del giorno dopo verranno aperte le buste.

Questo nuovo elemento aumenta l’attenzione e l’interesse verso la Darsena che, nel pieno di un percorso di riqualificazione e recupero, nel 2021 vedrà sorgere e portare a compimento numerosi altri progetti, grazie anche ai contributi arrivati con il cosiddetto Bando Periferie. “Tra le scadenze di quest’anno c’è il progetto dell’Orangerie (quella di via Pag adiacente al tiro a segno, ndr) – ricorda la Del Conte – che prevede la realizzazione di una serra con stanze e atelier per artisti, un piccolo pubblico esercizio, un parco-giardino pubblico dove verranno posizionate piante come agrumi e orientali per andare a richiamare il collegamento con la cultura e civiltà bizantina e in cui si terranno corsi legati alla cura di queste alberature, e la risistemazione degli orti, pensata per una fruizione prevalentemente didattica per i ragazzi delle scuole”.

“Poi ci sarà l’ulteriore sviluppo del progetto Dare – prosegue – che porterà a promuovere la cultura digitale, superando il divario digitale: sarà un caso pilota che muove 6 milioni di risorse per un percorso che mette insieme la transizione digitale e la rigenerazione urbana. E ancora, accedendo alle risorse del programma Interreg Italia-Croazia, andremo avanti con il progetto Tempus, con riusi temporanei, strutture facilmente rimovibili, laboratori didattici, per la rigenerazione di aree portuali dismesse, nel nostro caso la parte dall’altro lato della passerella, verso il ponte mobile. Se aggiungiamo questi progetti a quanto già stato fatto, penso alla stessa passerella, all’apertura del sottopasso ferroviario alla stazione, al Darsenale, alle nuove ringhiere nel piazzale degli autobus, e ci aggiungiamo lo spostamento in testata Candiano del Moro di Venezia abbiamo il quadro di una serie di attenzioni, operazioni e interventi che rendono più bella, più fruibile, più sostenibile e vivibile questa parte di città davvero molto strategica. In attesa poi che l’apertura delle due stazioni in destra e sinistra Candiano ne cambino davvero il volto”.