Legambiente ha pubblicato il tradizionale report annuale “Mal’aria” nel quale l’associazione ambientalista traccia un doppio bilancio sulla qualità dell’aria nei capoluoghi di provincia, stilando una doppia classifica: quella delle città ‘fuorilegge’ per avere superato i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili (Pm10) e quella delle città che hanno superato il valore medio annuale per le polveri sottili (Pm10) suggerito dalle Linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che stabilisce in 20 microgrammi per metro cubo (µg/mc) la media annuale per il Pm10 da non superare contro quella di 40 µg/mc della legislazione europea.
E il responso per Ravenna e per l’Emilia-Romagna è ben poco lusinghiero: Ravenna è al 21° posto della classifica nazionale con i suoi 58 giorni di sforamento dei valori, registrati nel caso specifico dalla centralina di via Zalamella, quarta in regione dopo Modena, il capoluogo con l’aria peggiore in Emilia-Romagna nel 2020 (75 giorni in rosso, in pratica due mesi e mezzo), Ferrara (73 giorni di sforamento) e Reggio Emilia (61). La nostra città precede Rimini (56 giorni), Parma (54), Piacenza (53) e Bologna (42).
In tutta Italia sono 35 i capoluoghi di provincia fuorilegge per polveri sottili: Torino maglia nera nazionale con 98 giorni di sforamenti, seguita da Venezia (88) e Padova (84).

Per quanto riguarda, invece, il valore medio annuale, Ravenna fa riscontrare concentrazioni medie superiori a 27 microgrammi al metro cubo, in una classifica guidata da Torino con 35 microgrammi/mc come media annuale di tutte le centraline urbane del capoluogo, seguita da Milano, Padova e Rovigo (34µg/mc), con Modena primo capoluogo dell’Emilia-Romagna (32 µg/mc). Nel 2020 sono 60 le città italiane (il 62% del campione analizzato) che hanno fatto registrare una media annuale superiore ai 20 microgrammi/metrocubo (µg/mc) di polveri sottili rispetto a quanto indicato dall’Oms.