Quadrarco di Braccioforte
Il Quadrarco di Braccioforte come si presentava prima del 1921 nella foto di Luigi Ricci, padre di Corrado

I primi riscontri sono stati ottimi: centinaia di persone hanno guardato il sito”. Lo conferma Paola Novara, esperta di storia e archeologia del territorio ravennate, e tra le ideatrici del progetto insieme al ravennate Enzo Dal Monte, che ha sviluppato tutti gli aspetti tecnici e organizzativi.
Reso pubblico nel giorno, venerdì 15 gennaio, in cui Wikipedia, l’enciclopedia online a contenuto libero arricchita dagli utenti, ha compiuto 20 anni, memoravenna.com si punta ad essere una sorta di wikipedia ravennate, con l’obiettivo di rendere fruibili a tutti informazioni, dati, nozioni, testi e immagini sulla storia locale.

“La nostra idea va proprio in quella direzione – spiega la Novara – cioè creare attraverso questo portale una banca dati che contenga tutto ciò che è possibile sapere sulla storia della nostra città. Lavoravamo a questo progetto da diversi mesi, quelli che ci sono serviti per inserire tutti i dati necessari per la partenza, poi visto l’approssimarsi del compleanno di Wikipedia abbiamo voluto far coincidere la presenza in rete di questo portale con il traguardo della più nota enciclopedia libera. Il meccanismo di funzionamento di memoravenna.com sarà identico: abbiamo già i primi collaboratori, che hanno già ottenuto l’autorizzazione a entrare e fare le aggiunte, ma ovviamente confidiamo di poter allargare la base e arricchire questo sito”.

Che adesso si presenta diviso in otto sezioni:
autori, che comprende l’elenco di oltre 200 studiosi che hanno contribuito a far conoscere la nostra città con i loro studi e scritti; bibliografia, con una ricca produzione a illustrare e spiegare le 16 voci di cui si compone;
prosopografia, con 70 nomi di personaggi noti, ravennati o legati in qualche modo alla città (ci sono, ad esempio, Pietro Canneti, il cardinale Giulio Alberoni, l’arcivescovo Chiarissimo Falconieri Mellini e Antonio Tarlazzi, prefetto dell’Archivio arcivescovile e il sacerdote Giuliano Berti);
una cronologia di ritrovamenti nel territorio a partire dal 1450 circa;
una gallery fotografica per ora limitata agli edifici di culto;
i sussidi (cataloghi, biblioteche digitali, database e riviste online) che hanno aiutato a creare i contenuti del sito;
i video e le recensioni.

“Noi speriamo davvero che siano tante le persone che vogliano interagire e arricchire memoravenna.com. L’interesse per la storia c’è, è sempre vivo, ne ho consapevolezza anche io con il gradimento che riscuotono i miei libri. Qui c’è la possibilità di alimentare la storia e la memoria della nostra città non solo per gli studiosi e per gli appassionati ma anche per le nuove generazioni che possono avere un mezzo rapido per apprendere e conoscere”.