Monsignor Paolo Pezzi

Gioiosa sorpresa”. È quanto esprime mons. Paolo Pezzi, metropolita dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici della Russia, riguardo alla traduzione in lingua russa dell’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, realizzata dalla casa editrice Medina e dall’International Muslim Forum.

Rivolgendosi direttamente al primo vice presidente della Direzione spirituale dei Musulmani della Federazione Russa e segretario esecutivo dell’International Muslim Forum, Damir Hazrat Mukhetdinov, che ha promosso l’iniziativa editoriale, mons. Pezzi scrive: “Come tutti, sapevo che questa Enciclica nasce in gran parte dallo storico incontro tra il Papa e il Grande Imam di Al-Azhar, Sheikh Ahmad al-Tayyib, e chiede rinnovate relazioni fraterne tra i fedeli delle nostre tradizioni religioseMa non potevo immaginare che questo appello avrebbe suscitato una risposta così rapida e generosa nei cuori dei musulmani russi”.
Nella lettera al rappresentante musulmano – pubblicata sul sito della Chiesa cattolica russa e rilanciata questa mattina dal Sismografo – l’arcivescovo aggiunge: “L’importanza di questo vostro passo, così come della stessa enciclica del Papa, è davvero difficile da sopravvalutare. Mi sembra che questo gesto sia incredibilmente rilevante in questo momento, quando molte persone, purtroppo, credono che il dialogo interreligioso e interreligioso sia una formalità vuota che non porta frutti reali e non influisce sulla vita delle persone. Ma non è così: abbiamo molte prove di quanto sia importante una ‘cultura dell’incontro’, che può ravvivare la speranza e portare al rinnovamento”. La Lettera cita a questo punto una frase dell’Enciclica di Francesco: “La verità è che la violenza non trova base alcuna nelle convinzioni religiose fondamentali, bensì nelle loro deformazioni”.

L’arcivescovo ringrazia pertanto Damir-Hazrat, perché – afferma – la traduzione di Fratelli Tutti consente non solo di rendere accessibile ai lettori musulmani i concetti espressi da papa Francesco ma anche ai “cattolici di vedersi attraverso gli occhi dei nostri interlocutori”. E aggiunge: “Sarebbe interessante se in un prossimo futuro potessimo tenere insieme un incontro sugli importanti argomenti trattati in questo documento”. La Conferenza episcopale russa spiega sul suo sito ufficiale che la lingua russa non era inclusa nell’elenco delle lingue delle pubblicazioni ufficiali della Santa Sede dell’enciclica Fratelli tutti, che la traduzione ufficiale è in preparazione alla Conferenza dei vescovi cattolici della Russia e che la pubblicazione ufficiale richiede un controllo speciale della traduzione da parte del censore della chiesa. La casa editrice Medina e l’International Muslim Forum hanno pubblicato questa prima traduzione in lingua russa il 24 dicembre scorso, in coincidenza con “l’inizio della festa cristiana Eid al-Milad (la Natività di Isa ibn Maryam)”.

Nella prefazione, Damir Mukhetdinov scrive: “Come può essere importante per un musulmano la traduzione di un documento della Chiesa cattolica romana? La risposta è semplice: oltre alle stesse riflessioni di Papa Francesco, di cui parleremo più avanti, c’è la possibilità di capire meglio la propria religione, di vederla da lati inaspettati. La liberazione dal pregiudizio sugli altri promuove una maggiore libertà di pensiero, che porta inevitabilmente alla liberazione dal pregiudizio su se stessi. Una migliore comprensione di noi stessi non passerà inosservata dal modo in cui gli altri ci capiscono. Questa comprensione reciproca (non solo dell’altro, ma soprattutto di se stessi) si realizza durante l’incontro. E l’’incontro è il messaggio principale di Fratelli tutti”. La traduzione russa dell’enciclica è disponibile in formato elettronico sul sito web della casa editrice Medina.

Maria Chiara Biagioni
Fonte: Sir