Crollo natività

Giulio, Oweda Rebecca, Thomas (a Faenza): sono i primi nati di questi 2021. Il tradizionale saluto ai primi nati è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio sull’andamento delle nascite nella nostra provincia: nel 2020 all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna ne sono state festeggiate 1573. Cifra che fa segnare un aumento rispetto al 2019 quando i parti furono 1467.

Ma occorre leggere tutti i dati provinciali. Per quanto riguarda i parti, all’ospedale di Faenza si registra un aumento: nel 2020 sono stati 431 contro i 378 del 2019, mentre crollano quelli dell’ospedale di Lugo che da marzo è diventato Covid hospital e quindi ha dirottato tutte le nascite sugli altri due presidi. Nel 2020 all’Umberto I di Lugo sono nati 62 bambini contro i 271 del 2019. Il totale a livello provinciale, dunque, è di 2066 nuovi nati nel 2020 contro i 2116 dell’anno precedente.

“Nascere al tempo del Covid è certamente un po’ diverso – spiega Cristina Marzari, coordinatrice Ostetrica del Santa Maria delle Croci  -. Gli ingressi dei parenti sono limitati a un’ora al giorno. I papà posso assistere al travaglio, al parto e nelle prime due del puerperio, poi devono lasciare il reparto. Devo dire che le neo-mamme reagiscono bene, si riposano e hanno più tempo per prendere confidenza con il neonato”.
Guardando al 2021, la coordinatrice di Ostetricia spiega che il Centro nascite ravennate punta in particolare all’implementazione delle tecniche non farmacologiche, così da garantire alla donna la possibilità di scegliere soluzioni alternative alla parto-analgesia: “Dal 2012 abbiamo iniziato con il parto in acqua, e tutto il team ostetrico è stato formato sulla digitopressione, per favorire travaglio e parto naturali. Vogliamo assicurare alla donna la possibilità di poter scegliere, secondo le proprie esigenze, come far nascere il proprio figlio” conclude.