Il Battesimo di Cristo, di Piero della Francesca
Il Battesimo di Cristo, di Piero della Francesca

Domenica 10 gennaio – Battesimo del Signore
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: “Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. o vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo”. Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba.
E venne una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”.

Il commento di Davide Riminucci, diacono

Il Vangelo di questa domenica ci porta lungo il Giordano e ci presenta Giovanni, ormai adulto, che battezza e aspetta e soprattutto prepara il cuore della tanta gente che accorre da lui, al tanto atteso incontro con il Cristo. Giovanni senza paura annuncia a tutti che Dio è vicino: “Viene dopo di me uno che è più forte di me”. Dice queste parole non solo per le persone presenti in quel momento, ma anche ad ognuno di noi, per riempirci di gioia e soprattutto per ricordarci che il senso di tutto sta proprio qui: Dio viene.

Giovanni aggiunge anche: “Io non sono degno di chinarmi per sciogliere il legaccio dei suoi sandali”. Sciogliere i sandali, perché proprio i sandali? Sciogliere i sandali, per Giovanni, è una dichiarazione di non voler prendere la sposa/Israele-Chiesa perché è Gesù lo sposo al quale appartiene la sposa. Giovanni percepisce così fortemente la distanza che intercorre tra noi e Dio che si serve di questa immagine per sottolineare tutto quello che è racchiuso nel suo cuore, in particolare il suo stupore e soprattutto la sua gioia davanti a Dio che si fa vicino.

Ma perché il Signore viene in mezzo a noi? Dice Giovanni: “Io vi ho battezzati con acqua, ma Egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”. Gesù è venuto per donare lo Spirito Santo, per cambiare il nostro cuore, per ridarci la possibilità di amare mettendo dentro di noi l’amore stesso di Dio. Gesù è venuto a dire a ogni persona che solo uscendo dall’egoismo, usciamo dalla tristezza. Ma per vincere l’egoismo bisogna rinascere, bisogna ricevere lo Spirito Santo, l’Amore di Dio: perché soltanto Dio sa amare.
Ma il cammino è lento perché l’egoismo è ben radicato nell’uomo. E come si presenta Gesù lungo le vie del Giordano?


Il Vangelo oggi ci presenta un Gesù, già adulto, in silenziosa e paziente presenza in mezzo ai peccatori, in fila, che aspetta il proprio turno. Giovanni stesso è colpito dallo stile di Dio ed esclama: “Io ho bisogno di essere battezzato da te e tu vieni da me?” Ma la risposta di Gesù è come sempre diretta: “Lascia fare, lascia che si compia ogni giustizia”. La risposta di Gesù è disarmante, egli chiede che si compia il progetto di Dio. Giovanni da parte sua troverà un’immagine singolare per presentare Gesù: “Ecco l’agnello di Dio”. E a noi cosa dice oggi il Battesimo di Gesù?

Da piccoli siamo stati battezzati, cioè siamo stati immersi nella vita di Cristo, invitati a percorrere la Sua strada: Giovanni invita tutti a rivivere Cristo, che è venuto nel mondo e ha dato la vita per ognuno di noi. Ecco allora che nasce l’interrogativo: il Battesimo, dono di Dio, sta diventando oggi una mia risposta a Dio? Sono cristiano di nome o anche con la vita? É un esame di coscienza, che siamo chiamati a fare costantemente. Il cardinale Suenens disse un giorno: “Abbiamo tanti battezzati, ma pochi cristiani. Perché? Perché le nostre famiglie e le nostre comunità non sono così vive nella fede da far maturare il seme dei battesimi”. Come cristiani, una volta accolto il battesimo come proposta di vita, non ci possiamo più fermare. Non si finisce mai di diventare cristiani.