Maria Cavazzini Fortini (aprile 2015) “La chiamata dei primi discepoli”, acquerello su cartoncino
Maria Cavazzini Fortini (aprile 2015) “La chiamata dei primi discepoli”, acquerello su cartoncino

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1, 14-20)

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Il commento di Fabio e Patrizia Zannoni

Uno dei nostri desideri più grandi è di riuscire, un giorno, a fare un viaggio in Terra Santa.
Se ci riusciremo, una delle prime tappe sarà sicuramente il lago, o mare come veniva chiamato per la sua importanza, di Galilea. Sarebbe una grande emozione poter camminare su quelle rive pensando alle barche e alle reti di Simone e Andrea o di Giovanni e Giacomo e di quello che provarono quel giorno. Questo Vangelo, così sintetico e che sembra raccontare un semplice fatto di cronaca, racchiude invece l’inizio del ministero di Gesù. Queste poche righe offrono una sintesi dei temi fondamentali di tutta la sua predicazione: il Regno di Dio, la chiamata, la conversione, la fede.

Tutto parte da qui. Leggendo questo brano si rimane stupiti dal quel “subito” che rafforza la risposta positiva dei prescelti. E immediatamente viene da chiedersi: “Quale promessa può aver fatto Gesù ai quattro pescatori per convincerli a lasciare tutto, ‘subito’?” Sicuramente hanno capito che il Regno di Dio non era vicino ma lì davanti a loro e non era più possibile rimandare qualsiasi decisione. Conversione e fede. La scelta del distacco e quella del cambiamento che porta alla sequela.

Venite dietro a me”. Chi entra nel gruppo dei discepoli non si siede per imparare delle nozioni ma deve essere disposto a camminare con lui, a faticare, anche col rischio di ricredersi. Pietro lascia le reti con entusiasmo ma poi avrà molti ripensamenti. Arriverà a sgridare Gesù per quello che dice e perfino a rinnegarlo. Giacomo e Giovanni, allo stesso modo, lasciano le reti e il padre per seguire generosamente Gesù, ma poi quando lui parlerà della croce loro discuteranno dimostrando di non avere capito niente. Gesù non chiama i migliori, non cerca tra le categorie socialmente più elevate.
Parte da un lago, da una situazione di lavoro e semplicità e non dalla sinagoga o dal tempio di Gerusalemme.

Questo cammino accidentato, dei primi discepoli, è per noi, discepoli di oggi, di conforto.
E’ dalle rive di questo lago che nasce la prima comunità, con tutti i suoi difetti, le sue pochezze ma è la dimostrazione che nella Chiesa c’è posto per tutti. E’ Gesù che sceglie, è Gesù che chiama.
E’ lo stile di Dio, già a partire dal Dio di Israele che sceglie un popolo come tutti gli altri ma che diventa “eletto” perché scelto da lui.
Oggi quella comunità è ancora viva ed è nelle nostre mani. Questa consapevolezza deve suscitare in noi il desiderio di portare il Vangelo in ogni contesto del vivere umano, affinché porti frutti di salvezza. Riusciremo a farlo se nella nostra vita scopriremo che Dio cammina ancora sulle nostre strade, che si fa largo tra gli uomini e le donne di oggi, tra battezzati e non battezzati, tra santi e peccatori.