San Paolo in un mosaico di padre Marko Rupnik

“Siamo chiamati a seguire Gesù con urgenza. È venuto per la salvezza di tutti, per darci la vera libertà, per farci vivere un’umanità piena”. Con urgenza, come San Paolo dopo la caduta da cavallo. Oggi la chiesa ricorda la conversione di San Paolo. Ed è doppia festa nella parrocchia omonima, dove ieri l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni, ha celebrato la Messa delle 10 (in diretta su Teleromagna) per la festa del Patrono. E ha parlato del tema della conversione, della nostra conversione.

“La chiamata di Gesù è arrivata a quello che era un ebreo osservante (non un ateo – ndr) – ha spiegato l’arcivescovo Lorenzo –. Una chiamata a uscire da quella vita e a entrare in un’altra. Anche a noi Dio chiede di correre verso di lui. Perché in lui c’è tutto: salvezza, gioia, pace, giustizia. E noi ne abbiamo un grande bisogno, non possiamo esitare, aspettare chissà che”.

L’invito arriva dall’uomo di Nazareth, che nei Vangeli si scopre essere anche il figlio di Dio: “Ddobbiamo seguirlo e amarlo per tutto quel che ha fatto Dio nella nostra vita fino ad arrivare a dire come San Paolo, se mai ci arriveremo, ‘Non più io ma Dio’”. San Paolo è anche esempio “di come ci si può dedicare alla missione – prosegue mons. Ghizzoni –: è stato testimone e annunciatore della Parola in ogni situazione, opportuna e non opportuna. La sua figura ci chiede anche di essere veri discepoli della Sua Parola”.

Ma la giornata di ieri racchiudeva in sé diversi significati liturgici. Nella ricorrenza di San Francesco di Sales è stato ricordato il ruolo delle comunicazioni sociali, all’indomani della pubblicazione del Messaggio per la Giornata 2021 (ne parliamo qui). Si è pregato per l’Unità dei cristiani al termine della settimana ad essa dedicata. Ma ieri era anche, ha ricordato l’arcivescovo la seconda Domenica della Parola, istituita nel 2018 da papa Francesco: “La Paola di Dio è Spirito e vita – ha spiegato –: un patrimonio che noi cristiani abbiamo a disposizione ogni domenica da dopo il Concilio Vaticano II. Se ci preghiamo sopra, la nostra vita interiore si arricchisce, la nostra fede si alimenta, l’amore di Dio ci appare evidente nella nostra vita. La Parola insomma ci nutre e ci prepara all’incontro con Dio”.