Banchi a scuola
Scuole superiori ancora chiuse fino al 24 gennaio

Ritorno in aula sì. Ritorno in aula no. Una danza di date e di rinvii, che sta “scuotendo” il mondo delle scuole secondarie di secondo grado e provocando disorientamento tra studenti, famiglie, docenti e dirigenti. Per gli studenti delle scuole superiori doveva essere il 7 gennaio 2021 il giorno del ritorno in classe, in presenza al 75%. Il Governo ha però deciso di posticipare la data all’11 gennaio, in presenza al 50% e la Regione Emilia Romagna ha stabilito, l’8 gennaio, di proseguire con la didattica a distanza fino al 25. Tutte scelte che le istituzioni hanno giustificato con la volontà di procedere con la massima precauzione, a causa dell’innalzamento della curva epidemiologica.

“Io non critico le decisioni prese, sia chiaro, sono consapevole che si tratti di scelte difficili – dichiara Maria Luisa Martinez, consigliere provinciale con delega alla Pubblica Istruzione ed ex dirigente dell’Ufficio scolastico di Ravenna – e non prese a cuor leggero. Sicuramente, questa situazione di incertezza provoca molto disorientamento nel mondo della scuola. Ricordiamoci sempre che si tratta di un’organizzazione complessa, poiché riguarda, studenti, docenti, famiglie e personale Ata”.

Secondo la Martinez, la didattica a distanza permette di apprendere le conoscenze ma ciò che si perde sono le competenze relazionali: “già prima del Covid i ragazzi erano molto legati ai social, trascuravano il rapporto diretto, il dialogo e il confronto con i coetanei. È chiaro che la Dad limita molto la relazione tra pari che va coltivata e sviluppata solo stando insieme agli altri ed è fondamentale durante l’adolescenza”.

“Cosa accadrà ora? Questo non lo so – prosegue la Martinez -. Le scuole erano pronte ad accogliere gli studenti l’11 gennaio. Dentro le scuole il rispetto delle regole c’è. Il problema semmai è legato alle situazioni fuori dalla scuola: prima dell’entrata, dopo l’uscita, dove gli studenti sono meno attenti al rispetto del distanziamento e ciò comporta non pochi problemi. Rispetto alla questione trasporti, era stato aumentato il numero dei mezzi pubblici in transito nelle ore di punta e lungo le linee più frequentate dagli studenti, e quindi, in teoria non dovevano esserci problemi”.  

Questa pandemia spero ci insegni il rispetto delle regole e delle indicazioni – prosegue – degli esperti, il rispetto degli altri. Credo che in eredità ci lascerà anche la consapevolezza che il sistema scolastico debba essere rivisto: penso ad un futuro con classi con meno alunni e più scuole di prossimità, anche per le superiori”. Secondo la Martinez la pandemia ci lascerà anche un nuovo tipo di didattica: “è vero che la Dad e la Did non sono paragonabili alla didattica in presenza, ma nulla ci vieta in futuro di pensare ad una didattica mista” conclude.

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