Immagine di repertorio
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“Gentile ministro di Maio, oggi è il Giorno della Memoria che ricorda una pagina nerissima della storia recente. È amaro constatare che il ricordo di un fatto così mostruoso non riesca a risvegliare forze e sentimenti capaci di fermare le pagine nerissime di oggi, a cominciare dagli eccidi plurimi di persone in Libia, nei Balcani e altrove”. 

Inizia così l’accorata lettera di suor Giuliana Galli, fondatrice e vice-presidente attuale dell’associazione Mamre (che si occupa di lotta al razzismo, di rifugiati e richiedenti asilo e di lotta alla tratta con base a Torino) al ministro degli Esteri pubblicata dal quotidiano La Stampa. Un appello ad aprire gli occhi di fronte agli eccidi di oggi, oltre a fare memoria di quelli di ieri, connessi alla Shoah.

“Cambiano le condizioni, cambiano i moventi, cambia la scena – scrive suor Galli –, ma barche che si capovolgono nel Mediterraneo, uomini e donne e bambini malmenati, respinti e lasciati morire nel cuore freddo d’Europa sono una forma del Male che si esprime come ignavia, indifferenza, incapacità a dirigere il “potere” verso finalità etiche rispettose di quei Diritti Umani, nati a fatica nel cuore d questa nostra Europa, oggi incapace, peraltro, di farli rispettare”.

“Della strage degli ebrei, e di molti altri con loro, si disse ‘non sapevamo’ – prosegue la religiosa –. È menzogna, ovviamente. Per questi attuali condannati in lager a cielo aperto o nelle galere libiche sappiamo molte cose e, a livelli alti, ahimè, spesso si tace”.

Non è così tra la gente comune, testimonia suor Galli, con l’esempio concreto della sua associazione che ha raccolto indumenti caldi e alimenti per i profughi bosniaci che però scontano le difficoltà di invio e l’incertezza delle possibilità di recapito. Da qui, forse, nasce l’appello della religiosa.

Pensavamo di aver lasciato alle spalle il secolo degli orrori ma questo nuovo secolo non sembra migliore degli altri – aggiunge amaramente –. È necessario un forte scatto di ‘redenzione’, di responsabilità da parte di chi può. Le due rotte migratorie, libica e balcanica, hanno visto importanti azioni di aiuto da parte di associazioni, fondazioni ed enti del terzo settore: gesti importanti che trovano però solo uno scarso avvallo da parte dei responsabili di governo, quando non sono invece apertamente contrastati. 

C’è qualcuno a livello mondiale o europeo che abbia interesse per questi bambini?”. “Quando si interverrà veramente, capillarmente e concretamente a difesa dei bambini-soldato, dei bambini piccoli minatori, dei bambini posta in gioco del sesso internazionale, dei bambini sui quali è organizzata la compravendita di organi vitali? – si chiede ancora più avanti – Oggi su di noi incombe iil dovere di salvare l’umanità dal degrado etico, e dobbiamo allargare il nostro pensiero fino ai confini dell’umanità, verso le periferie mondiali dove la persona viene degradata, a partire dalla vita piccola dei bambini”. 

“Gentile ministro – conclude suor Galli – il silenzio del nostro Paese e quello dell’Europa non sono più tollerabili”. È tempo di far sentire la propria voce: “Anche questo servirà a restituire credibilità e autorevolezza al nostro Paese”.