Anche in futuro e per sempre, il 2020 sarà ricordato come l’anno del Covid-19: un virus subdolo, silente, che ha mietuto vittime, contagiato più di 82 milioni di persone in 191 Paesi del mondo, costringendo a lockdown più o meno lunghi ogni continente.
Un anno di Covid-19 nel nostro territorio, anzi 308 giorni di Covid-19, a partire da quel 28 febbraio quando fu scoperto il primo contagiato nella nostra provincia, il calciatore lughese militante nella Pianese, all’epoca formazione di Serie C. 308 giorni in cui il ravennate ha contato 12.829 contagiati e 469 vittime, ovvero il 3,6% dei contagiati. Nella nostra regione, la scoperta del virus è avvenuta qualche giorno prima: è del 22 febbraio la notizia dei primi tre casi trattati nei nostri confini. Da allora sono emerse 171.512 positività e 7.739 decessi, ovvero il 4,5% dei contagiati.

Due le fasi critiche: quelle del periodo marzo-aprile, i mesi della prima ondata e del lockdown totale, con 1028 casi in provincia, di cui 453 a Ravenna e 79 a Cervia. Numeri alti, sembravano numeri alti, ma nulla a confronto con quelli della seconda ondata, il trimestre ottobre-dicembre, col virus che ha presentato un conto altissimo: 1198 casi a ottobre, 5058 a novembre, 4769 a dicembre, ovvero 11.025 casi. L’85,9% delle positività di un anno si è concentrato in questi ultimi 92 giorni dell’anno. In mezzo, l’estate delle riaperture e delle libertà: dati bassi ma in costante ascesa che, a leggerli col senno di poi, davano l’idea che nulla era finito: 110 a luglio, 275 ad agosto, 369 a settembre.

I giorni più neri Nella prima ondata il giorno con più contagi in provincia è stato il 21 marzo con 74 casi, un numero che sembra niente se rapportato al picco della seconda ondata, i 261 contagi del 21 novembre. Nel comune di Ravenna, che ha chiuso l’anno con 5130 contagi, i due apici sono rappresentati dai 26 del 26 marzo e dai 176 del 7 dicembre, nel comune di Cervia, per guardare anche all’altra parte della nostra diocesi ravennate, si passa dal top della prima ondata – gli 8 casi del 14 e 26 marzo – ai 29 contagi giornalieri del giorno di Natale. Qui il totale complessivo, dal 10 marzo, giorno in cui sono stati scoperti i primi due casi, a oggi, è di 786, con i mesi di novembre e dicembre che da soli racchiudono 581 casi ovvero il 73,9% del totale comunale. La differenza tra le due ondate sta, è doveroso ricordarlo, nel fatto che nel frattempo sono stati introdotti i tamponi per rintracciare e isolare gli asintomatici. Al 31 dicembre, i tamponi processati in tutta le regione sono stati 2.572.140.

L’Emilia-Romagna La prima ondata ha lasciato il segno con 25.436 contagi, considerando anche gli otto giorni di febbraio. La seconda ondata, cioè il trimestre ottobre-dicembre, ha fatto segnare 136.261 nuove positività, cioè 5 volte in più rispetto ai dati dell’inizio. Giugno è stato l’unico mese intero in cui in regione si è stati solo i 1.000 casi (706). Nei due periodi, i giorni più neri sono stati il 23 marzo (980 casi) e il 15 novembre (2821): evidente la sproporzione.

I decessi L’altra nota dolente di questo anno drammatico è l’altissimo tributo che il Covid ha richiesto in termini di vittime: 475 nella nostra provincia, oltre la metà delle quali (284) nel solo mese di dicembre. Il comune di Ravenna ne conta 202, Cervia 23 e anche qui il grosso è concentrato a dicembre. In regione la triste contabilità è arrivata a 7.738 vittime, di cui 1984 a dicembre, una cifra di poco superiore ai 1907 di aprile, mese più funesto nella prima ondata.