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L’arma principale per vincere la guerra contro Coronavirus è il vaccino. Gli esperti lo ripetono incessantemente. La campagna vaccinale è iniziata da meno di un mese, in Emilia Romagna così come in tutta Italia, con il VDay del 27 dicembre grazie al vaccino Pfizer-BioNtech. Una decina di giorni fa, il 13 gennaio, è iniziata la distribuzione delle prime dosi del vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica Moderna. 

Quali sono le differenze tra i due vaccini? Quali i rischi? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Raffaella Angelini, direttrice della Sanità pubblica dell’Ausl Romagna.
“Dal punto di vista strutturale i due vaccini sono molto simili, entrambi sono costituiti da una molecola di RNA messaggero (mRNA). Non si inietta il virus, o un estratto dal virus, ma una molecola che all’interno dell’organismo produce una struttura proteica identica a quella del virus SARS-CoV-2, stimolando così la risposta immunitaria”. 

Quindi qualora, in un momento successivo, la persona vaccinata dovesse entrare in contatto con il virus, il sistema immunitario lo riconoscerà e sarà pronto a combatterlo. “Le differenze tra i due vaccini sono principalmente legate alla loro maneggevolezza. Il vaccino di Pfizer dev’essere conservato a – 80 gradi – spiega – e quindi servono degli ultra congelatori; una volta scongelato sopravvive 5 giorni, mentre quello di Moderna necessita di uno stoccaggio a -20 gradi e può essere utilizzato entro un mese. Il primo non può essere somministrato al di sotto dei 16 anni mentre il secondo al di sotto dei 18. Entrambi hanno un’efficacia pari al 95%, decisamente superiore a quella del vaccino di Astra-Zeneca che potrebbe fermarsi al 70% (non ancora approvato dall’Agenzia Europea del Farmaco ma che potrebbe essere approvato il 29 gennaio, ndr).

Per quanto riguarda l’Ausl Romagna, l’adesione alla campagna vaccinale è stata molto altaAl 16 gennaio, sono state 26.805 le persone sottoposte alla prima dose di vaccino: “In questa prima fase, le categorie interessate alla vaccinazione sono il personale sanitario e sociosanitario, gli ospiti e gli operatori della Strutture Residenziali per anziani – sottolinea la Angelini -. In un prossimo step la vaccinazione interesserà gli ultra ottantenni”. 

In questa prima fase sono gli operatori a prenotarsi per la vaccinazione attraverso un’apposita piattaforma. Poi, quando si passerà alla fase successiva, ed aumenterà il numero dei pazienti da vaccinare, l’auspicio è che sia possibile effettuare le vaccinazioni negli ambulatori dei medici di medicina generale. Rispetto ai rischi la direttrice torna a ripetere che non ve ne sono: “Il vaccino anti Covid non è diverso dalla maggior parte dei vaccini che già usiamo. Come avviene nel caso di qualsiasi vaccinazione, l’unico elemento da tenere in considerazione sono le allergie. Inoltre è controindicato per donne in gravidanza ed allattamento, ma su questo aspetto è in atto una revisione”. La direttrice della Sanità pubblica dell’Ausl Romagna spiega inoltre che non vi sono rischi nel sottoporre a vaccinazione soggetti che siano già stati contagiati dal Covid: “La circolare del Ministero della Sanità parla chiaro, non vi sono controindicazioni e soprattutto dipende da quanto tempo il paziente ha avuto la malattia. I contagiati della scorsa primavera potrebbero non avere più attiva la risposta immunitaria naturale” sottolinea la Angelini e conclude: “purtroppo questo virus non ha nulla di facile”.