Suor Maria Rita Gaspari

È morta improvvisamente ieri suor MariaRita Gaspari, della congregazione delle Figlie della Sapienza, molto conosciuta a Ravenna e nel mondo del volontariato in particolare è stata per anni la responsabile del dormitorio Buon Samaritano di San Rocco.

Dopo il trasferimento della congregazione da Ravenna nel 2017, negli ultimi anni viveva a Ventimiglia dove curava un servizio di accoglienza e scuola di italiano per i migranti. La sua morte ha lasciato il segno in molti dei parrocchiani di San Rocco anche perché avviene a un anno da quella di un’altra religiosa che ha fatto tanto per la parrocchia (in particolare per l’annuncio e l’educazione dei giovani) del Borgo, suor Giuliana Azzola, della stessa congregazione.

Riusciva a far sentire a casa tutti – ricorda Silvia Masotti responsabile delle Caritas parrocchiali della Diocesi -. Sempre aperta e sensibile alla carità, diceva che voleva mantenersi in allenamento anche in Caritas diocesana dove faceva gli ascolti delle persone in difficoltà, con serietà e puntualità. Era anche un importante ponte con i servizi di carità di San Rocco quando c’era bisogno di un’accoglienza immediata. La sua disponibilità era sempre eccezionale”.

“I miei briganti”, così chiamava gli ospiti del Buon Samaritano. Con una punta di dolcezza e la capacità che aveva lei di sdrammatizzare. Per poi mostrarti le loro foto, con le quali poi “arredava” le pareti del dormitorio. Perché erano un po’ tutti suoi figli. “Era così – prosegue Silvia –: poteva sembrare sbrigativa ma in realtà era molto attenta e presente nella vita delle persone. Ricordo che accompagnava tutti a sbrigare pratiche nei servizi”.

Suor Maria Rita nella scuola di italiano per stranieri a Ventimiglia

“Una donna in frontiera fino alla fine”: così la ricorda Carla Soprani del dormitorio di via Mangagnina con la quale ha condiviso la formazione e il servizio di accoglienza nei due dormitori della città dagli anni Duemila in poi. “Ci siamo messaggiate fino a due settimane fa – dice sconsolata – è morta lo stesso giorno di Fabrizio Matteucci, lo stesso senso civico e servizio alla città. Sono così tanti i ricordi che ho di lei”