Immagine di repertorio
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Le notizie e le immagini delle ultime settimane che hanno raccontato  l’emergenza umanitaria in corso in Bosnia Erzegovina e in particolare nella zona di Lipa (zona di Bihac, Bosnia e Erzegovina) hanno riportato in primo piano la questione migratoria lungo la rotta balcanica.  Un’emergenza quella di Lipa che fa seguito infatti alle simili emergenze umanitarie che si erano già verificate nei mesi scorsi sia in Bosnia che in altri paesi attraversati dalla rotta balcanica e che, assieme all’altissimo numero di migranti che non riescono a essere accolti nelle strutture di accoglienza,  sono gli indicatori più evidenti del fatto che questi paesi, e in particolare la Bosnia Erzegovina,  non sono ancora in grado di sviluppare un politica sui flussi migratori che consenta una gestione ordinata, rispettosa dei diritti umani, e che risponda ai minimi standard internazionali in materia di protezione dei migranti.

Caritas Italiana, in collaborazione con altre realtà non profit presenti sul posto, è impegnata nella distribuzione di cibo e di abbigliamento invernale (scarpe, giacche a vento, sciarpe, cappelli) e soprattutto di legna da ardere, per consentire ai migranti di scaldarsi. Questi aiuti sono resi possibili grazie alla solidarietà mostrata da molte persone ed organizzazioni che in questi giorni stanno contribuendo alla raccolta fondi necessaria proprio per l’acquisto di beni essenziali per la sopravvivenza di queste persone. 

Rimane difficile comprendere la decisione del governo della Bosnia e Erzegovina di trasformare Lipa in un campo permanente, pur sapendo che serviranno molte settimane per raggiungere degli standard minimi di sicurezza, e il rifiuto di ricollocare i migranti in strutture più pronte e più adatte all’inverno a seguito anche delle forti proteste delle comunità locali interessate. Anche l’Unione Europea chiede che a Lipa vengano rispettati i diritti umani e ha stanziato nuovi fondi, oltre quelli già messi a disposizione, per poter migliorare le condizioni del campo, ma senza un esito concreto immediato.

Chiunque volesse sostenere gli interventi della Caritas per le popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica   oppure, specificando nella causale “Europa/ Rotta Balcanica” può utilizzare i seguenti conti intestati a Caritas Ravenna: Archidiocesi di Ravenna-Cervia / Ufficio Caritas, Banca Popolare dell’Emilia Romagna Spa – Sede – iban: IT 84 U 05387 13120 0000000 18372, oppure in contanti direttamente in segreteria Caritas: tutti i giorni (escluso il giovedì) dalle 9 alle ore 12.30 – Ravenna piazza Duomo 13.
Riferimenti di Caritas Italiana, dove si può anche donare on-line:
– conto corrente postale n. 347013
– Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
– Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
– Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
– UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119.