Paolo Di Bartolo
Paolo Di Bartolo

Il sindaco Michele de Pascale e Paolo Di Bartolo, direttore del reparto di Diabetologia a Ravenna dal 2007, hanno dialogato in videoconferenza mercoledì 17 febbraio, approfondendo alcuni aspetti legati a come sono cambiati l’approccio e il trattamento dei casi di diabete a causa del covid-19.
“Mi preme sottolineare – ha chiarito Di Bartolo – che una persona che vive con il diabete non è a maggior rischio contagio da covid-19 rispetto ad un’altra. Questo rischio è presente per gli over 65 e quando, oltre ad esprimere il diabete, la persona ha complicanze cardiovascolari e/o renali, allora la possibilità di contrarre il coronavirus diventa tre volte superiore”.

Sono state 26.617, nel territorio dell’Ausl Romagna, nel 2020, le persone seguite per problemi legati al diabete contro le 27.000 dell’anno precedente, ma il numero di malati è ben più alto (erano 75.000 nel 2019).
“Sono numeri altissimi e confermano quanto sia importante avere uno stile di vita sano – ha proseguito Di Bartolo – per evitare di contrarre questa malattia. Rispetto al 2019, quando erano state 13.000 circa, nel 2020 sono state il 12% in meno le persone che si sono rivolte direttamente al nostro reparto, ma nell’ultimo anno sono aumentate le forme di assistenza, proprio a causa del Covid. In particolare è cresciuta la telemedicina”.

Difficoltà di accesso al reparto, a volte paura, blocco per alcune settimane delle visite urgenti e la necessità di distribuire farmaci e presidi fuori dal reparto (nella farmacia ospedaliera), hanno portato disagi ai pazienti e questo per tutte e tre le forme della malattia: il diabete 1, il diabete 2 e il diabete gestionale, quest’ultimo legato alla gravidanza.
“Ma non ci siamo persi d’animo – ha aggiunto Di Bartolo –. Grazie al percorso di telemedicina, l’anno scorso abbiamo effettuato oltre 5.000 visite a distanza e consulenze. Questo ha in parte sopperito al calo delle visite in presenza, passate da 5.300 nel 2019 a 4.200 nel 2020”. Il futuro di Diabetologia e dei pazienti affetti da diabete è, secondo Di Bartolo, meno nero di quanto la presenza del virus potrebbe far pensare.

“E’ vero che oltre il 40% dei nostri pazienti ha più di 75 anni e ha poca dimestichezza con cellulare, mail, – ha concluso Di Bartolo – e quindi con loro l’approccio con la telemedicina è difficile. Ed è vero che le relazioni umane, nella cura di un paziente, sono fondamentali e rimarranno centrali per il futuro. Ma è altrettanto vero che ci stiamo sforzando per venire incontro alle esigenze dei malati di diabete. Così, entro pochi mesi, la distribuzione dei farmaci e dei presidi verrà effettuata dalle farmacie presenti nel territorio ravennate. E, altra importante novità, periodicamente un diabetologo si recherà nelle Case della Salute, a disposizione dei pazienti affetti da diabete per una visita o un semplice consulto”.