Gianni Di Lena (2000-2015) Trasfigurazione numero due collezione privata, tecnica mista (particolare)
Gianni Di Lena (2000-2015) Trasfigurazione numero due collezione privata, tecnica mista (particolare)

II DOMENICA DI QUARESIMA
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 9, 2-10)

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche.
E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”.
Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce.
“Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!”. E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro. Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti.
Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Il commento di Riccardo e Sara Assirelli

Le letture di domenica hanno un filo conduttore comune: la montagna. È su un monte che Abramo è chiamato a stendere la mano sul suo figlio Isacco tanto desiderato e amato, ed è su un monte che avviene la trasfigurazione di Gesù ai discepoli. Il monte è il luogo che permette l’incontro ravvicinato con Dio sia per la sua altezza che per la lontananza dalla routine quotidiana. Andare sul monte, per noi oggi, è una metafora per dare lo spazio al silenzio e al dialogo profondo con il Signore. Quanto è difficile, a volte, staccarci dai rumori, dai pensieri che ci circondano per trovare la pace necessaria per un dialogo sincero e profondo con Dio e per dare lo spazio a Lui per poterci parlare.

Quali progetti, quali desideri caratterizzano la nostra vita?
Anche Abramo probabilmente aveva grandi progetti su suo figlio Isacco, come ogni genitore ne nutre sui suoi figli; ma questi pensieri sono stati momentaneamente sconvolti dalla richiesta che Dio gli ha fatto. Sicuramente il dover offrire la vita di Isacco ha turbato il cuore di Abramo, ma la fiducia e la fede che riponeva in Dio era tale da affidarsi completamente a Lui. Il turbamento che ha accompagnato Abramo è simile a quello che proviamo noi nelle prove della vita quotidiana, ma se abbiamo fede anche le fatiche e le sofferenze acquistano un senso. E questo lo possiamo vivere con le parole del Vangelo di domenica: “Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime”. Lui è la nostra meta che è amore, salvezza e luce e questo lo vediamo con la seconda lettura: “Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?”.

Gesù per primo ha portato la sua croce ed è morto e risorto per noi. Per questo è sempre con noi, nei momenti di gioia e nei momenti di sofferenza e “le difficoltà nelle quali ci dibattiamo hanno la loro soluzione e il loro superamento nella Pasqua”(papa Francesco). In questa Quaresima siamo chiamati come i discepoli a seguirlo sul monte per poter pregare con Lui, perché solo così potremo trovare nutrimento per la nostra vita, sia spirituale che sociale. Ciascuno di noi si può alimentare da un’unica sorgente, quella della preghiera, che ci conduce ogni giorno ad avvicinarci di più a Lui, ma anche fra di noi. Nel Vangelo leggiamo che Pietro è spinto da un sentimento umano: “Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia” perché in quel momento ha vissuto un’esperienza di felicità.

Anche noi rischiamo di cadere in questa tentazione di voler rimanere nella nostra zona confort, nel nostro incontro con Dio, ma come i discepoli sono scesi dal monte dopo aver udito le parole di Dio dalla nube: “Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo”, anche noi siamo chiamati a vivere la nostra quotidianità con uno sguardo orientato al divino.
La preghiera sia il punto di partenza per aprirci all’altro e portare la luce al nostro prossimo. Grazie all’ascolto profondo di Dio la nostra vita può trasformarsi e diventare occasione di manifestazione di Dio: la preghiera e l’ascolto profondo della Parola di Dio, messa in pratica, rendono visibile la presenza di Gesù.