La simbolica panchina rossa in piazzetta Serra a Ravenna

Con il flash mob online, che sostituisce l’evento tradizionale in presenza in piazza Farini a Russi, partirà domenica 14 febbraio il calendario di eventi e iniziative che Linea Rosa sta definendo per celebrare i suoi 30 anni di attività. “Balleremo, in diretta Facebook, con le allieve e gli allievi della scuola di danza di Russi – precisa Alessandra Bagnara, presidentessa di Linea Rosa – sulla scia di One billion rising, trasformando piazza Farini in una piazza virtuale più grande e questo momento in una giornata di denuncia e di sensibilizzazione contro la violenza di genere”. Un evento reso ancora più carico di significato dal grave fatto di cronaca accaduto oggi a Faenza, dove una donna è stata trovata morta nel suo appartamento: si ipotizza l’omicidio.

Poi per l’8 marzo è in programma un’altra iniziativa “e tante altre ne stiamo definendo – assicura la Bagnara – per il momento, vista la situazione sanitaria, sui nostri canali social Facebook”. E non mancherà l’appuntamento del 25 novembre.

I dati del 2020 la dicono lunga. “Nell’anno appena passato abbiamo accolto 352 donne – riporta la Bagnara -: 292 a Ravenna, 39 a Cervia e 21 a Russi. E ne abbiamo ospitate 21, delle quali 14 avevano in totale 21 bambini. Sono numeri in linea con quelli degli anni scorsi, senza troppi scostamenti. Tenete presente che nel 2019, ultimo anno di cui abbiamo i dati, in Italia ci sono state oltre 17mila donne vittime di ogni tipo di violenza. Delle 21 donne che abbiamo ospitato, solo due venivano da fuori regione ed erano due donne molto a rischio. Delle altre, 15 arrivavano da Ravenna, due da Cervia, una da Russi e Faenza. La fascia di età più rappresentata va dai 40 ai 49 anni”.
E ancora, per quanto riguarda il tipo di violenza “nel 2020 abbiamo avuto un 96% di casi di violenza psicologica abbnata a violenza fisica ed economica”, mentre per quanto riguarda la tipologia del soggetto maltrattante, “il 63,2% riguarda il coniuge/convivente e il 12,1% il fidanzato o l’ex. C’è un 1,2% relativo all’amante e al collega di lavoro. Nei due mesi di lockdown c’è stato un leggero calo di casi – aggiunge la Bagnara – ma poi, con la riapertura, i numeri si sono subito rialzati e nel complesso il 2020 non si discosta purtroppo dai dati degli anni precedenti. In generale, come numeri dei tre comuni in cui operiamo siamo più alti dell’intero territorio di Bologna. Sono numeri alti, ed è un peccato. Non dobbiamo abbassare la guardia nè lesinare sforzi. E’ necessario continuare a fare opera di sensibilizzazione, di informazione, di promozione della nostra attività, di coinvolgimento dell’opinione pubblica. Uscire dalla violenza si può: non ci stancheremo di dirlo e non ci stancheremo di lottare ogni giorno”.

L’anno da cui tutto è partito. Per la Bagnara, una delle socie fondatrici dell’associazione, è un tuffo nella memoria. “Eravamo dentro una stanza messaci a disposizione dalla Pubblica Assistenza – ricorda – poi ci siamo trasferite nella sede dell’associazione italiana lotta contro i tumori. Quando siamo partite, inizialmente come telefono d’ascolto, avevamo uno scadenziario, una penna, un telefono, e una scrivania in vetro col vetro rotto. Ci compravamo tutto”.

Oggi Linea Rosa è un punto di riferimento fondamentale nel territorio per tutte le donne vittime di violenza: l’associazione gestisce tre centri antiviolenza a Ravenna, Cervia e Russi e 5 case rifugio a indirizzo segreto per l’ospitalità temporanea delle donne e dei loro figli, “3 delle quali a Ravenna, con spazi per la coabitazione fino a 3 donne – spiega Alessandra – e due a Cervia, mononucleo, che sono beni sottratti alla mafia. Adesso quattro di queste case rifugio sono piene”. E poi ha attivo uno sportello aperto da lunedì a venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 12 e la domenica uno sportello di accoglienza telefonica dalle 12 alle 18. “Quando gli sportelli sono chiusi si attiva un servizio di reperibilità – fa sapere la presidentessa – per le forze dell’ordine, il Pronto soccorso, e ci prendiamo carico della donna per 24 ore e 365 giorni all’anno”.

E ancora Linea Rosa oggi è anche uno sportello di accompagnamento al lavoro, uno sportello di sostegno e consulenza psicologica, un altro di sostegno alla genitorialità affidato a professioniste che si occupano di minori, ma è anche un nutrito ambito di formazione multisettoriale e un punto di consulenza legale.

“In questi anni c’è stato un fitto lavoro di rete ma anche un grande sostegno da parte di privati, singoli cittadini, associazioni, ditte, enti che ci danno contributi e organizzano eventi di raccolta fondi per noi. E poi c’è il fondamentale sostegno di Comune e Regione che ci destinano ogni anno risorse importanti, gli introiti del 5×1000: il fare rete ha prodotto tanto e ci permette con orgoglio di manifestare quanto oggi Linea Rosa sia diventata un punto di riferimento per tutte le donne che hanno subito e subiscono ogni tipo di violenza. I numeri ci dicono che, purtroppo, questo è un fenomeno durissimo da sradicare“.