(foto d'archivio)

Il Comune di Ravenna ritiene “inopportuno il rilascio di ulteriori concessioni per l’allevamento delle vongole veraci nelle foci fluviali”. Così Palazzo Merlato si schiera dalla parte dei capannisti sulla controversa concessione di un tratto della foce del fiume Reno per l’allevamento intensivo delle vongole veraci, rilasciata da Arpae ad una cooperativa di Comacchio. A auspica che non ce ne siano ulteriori.

La decisione, si legge in un comunicato del Comune, “ha aperto inevitabilmente un fronte di interesse. Dopo la foce del Reno, infatti, sono state oggetto di richieste le foci dei fiumi Lamone e Fiumi Uniti“. Proprio il carattere sperimentale del primo atto concessorio comporterebbe almeno l’attesa della sua conclusione per valutare se rilasciare o meno altre concessioni analoghe .

Tutte le foci oggetto di richiesta di concessione sono incluse nella rete Natura 2000, poiché di elevato pregio. La stessa rete Natura 2000 dell’Unione Europea protegge rigorosamente la pialassa della Baiona, dove peraltro l’uso civico di pesca presenta contrasti con la possibilità di rilasciare concessioni che limiterebbero l’esercizio di tale diritto per tutti i cittadini di Ravenna.

Tra gli obiettivi di conservazione in questi habitat vi sono le comunità bentoniche, minacciate dalla presenza di specie esotiche, tra cui la vongola verace delle Filippine (oggetto di allevamento intensivo proprio da parte delle cooperative richiedenti) e dalla devastazione dei fondali causata dagli strumenti per la raccolta meccanizzata delle vongole, ricorda il Comune

Per queste ragioni, e per l’incompatibilità con la pesca nei capanni, il Comune ritiene opportuno che i tre livelli autorizzativi che prevedono la concessione da parte di Arpae, la classificazione delle acque come idonee alla raccolta di molluschi eduli lamellibranchi (approvata dalla Regione dopo parere dell’Ausl) e l’autorizzazione per l’impianto di acquacultura (rilasciata dalla Regione) possano essere ricondotti nell’ambito di un unico procedimento in cui emergano tutti gli aspetti.

E dunque, senza evidenze sugli esiti del progetto sperimentale in merito alle compatibilità ambientali, sanitarie, alle modalità di raccolta ed interferenze con le attività esistenti, il Comune ritiene inopportuno il rilascio di ulteriori concessioni per l’allevamento delle vongole veraci nelle foci fluviali.