Le consultazioni di stamattina a Roma con De Pascale, Decaro e Bonaccini

Questa mattina il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, in qualità di presidente dell’Upi, l’unione delle Province italiane, oggi ha incontrato a Roma il presidente incaricato Mario Draghi. Con lui il sindaco di Bari Antonio Decaro in rappresentanza dell’Anci e il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini in rappresentanza delle Regioni.

“Al di là dell’invito formale l’incontro ha dato la piena testimonianza di quanto per il presidente sia importante tutto il sistema degli enti territoriali – ha commentato poco fa sulla sua pagina Facebook -. Abbiamo avuto la sensazione che le riflessioni che abbiamo portato siano state di grande interesse e che il Governo che si va insediando, che ha un profilo di autorevolezza molto elevato grazie alla sua guida, abbia la consapevolezza di avere il bisogno di “un esercito civile diffuso” in tutta Italia di sindaci, amministratori locali e presidenti di Regione che facciano la propria parte nell’attuare la sfida della vaccinazione e dei nuovi investimenti”.

Tre punti da De Pascale come sistema delle Province, ha continuato: “Due riteniamo siano urgenti e fondamentali. In questo paese la situazione delle scuole dal punto di vista edilizio è in forte criticità, lo abbiamo visto durante la pandemia nelle necessità di adeguare i plessi. Il Recovery Plan è l’occasione per dire ai cittadini e ai ragazzi e ragazze italiane che non ci sarà mai più una scuola non a norma dal punto di vista sismico, per dire ai Fridays for Future che le loro scuole non sono un disastro dal punto di vista energetico, ma luoghi innovativi dove il risparmio energetico e la transizione energetica sono la frontiera rispetto a ciò che c’è nel nostro paese. L’altro elemento, le infrastrutture. Dobbiamo evitare che casi come quelli di Genova si ripetano. Purtroppo nel nostro paese la situazione dei ponti e viadotti è in grandissima difficoltà, le province gestiscono il 70% della rete viaria, questa è l’occasione per mettere a norma e in sicurezza tutte le infrastrutture che sono a rischio. Ultimo punto che ci riguarda da vicino: il governo uscente che anch’io ringrazio per la collaborazione con gli enti locali e territoriali, aveva avviato un percorso di riforma del Tuel della Carta delle autonomie locali per le province che sono rimaste nel guado dopo la riforma Delrio e la non approvazione del referendum costituzionale, quel passaggio è molto importante, vorremmo che rispetto a questo processo di riforma ci sia continuità e si arrivi entro la legislatura a completarlo”.