L'arcivescovo impone le Ceneri in Duomo

Riscoprire il Battesimo. Non solo per quel che ci è stato tramandato, come un dono di Grazia. Ma anche come Grazia nella quale abbiamo bisogno di camminare, fede da far crescere, soprattutto in questo tempo di preparazione alla Pasqua. È la chiave di lettura proposta questa sera in Cattedrale dall’arcivescovo Lorenzo alla Messa del Mercoledì delle Ceneri che inizia alla Quaresima.

“Il Battesimo è una potenzialità che ci è stata messa nel cuore perché potessimo crescere nella sequela del Signore – ha spiegato nell’omelia –. La Quaresima ci ricordi che nella fede o si cammina o tutto si raffredda. Che la fede può morire. Una fede che non cresce, non diventa opere, carità, impegno per gli altri, vocazione accolta e praticata è una fede che muore”.

Di qui l’invito a stare in un “cammino di conversione”, a camminare dietro al Signore. Da soli non ce la possiamo fare. “Gli ostacoli sono all’esterno, certo, ma sono soprattutto dentro di noi – esemplifica l’arcivescovo –: quelle piccole schiavitù che non ci rendono liberi, la superbia che non ci fa vedere gli altri.

È una lotta contro il male, la conversione, non solo una salita tranquilla”. Ma c’è l’opportunità di chiedere perdono e ripartire col desiderio di essere “più credenti, più cristiani, più simili a Dio, più aperti alla sua Parola, e al dono dello Spirito santo”.

Il Vangelo di questa sera suggeriva tre atteggiamenti per farlo: l’elemosina, la preghiera e il digiuno. “Da fare nel segreto – sottolinea mons. Ghizzoni – perché non possiamo trasformare anche questi gesti in occasioni per esibirci, per ricevere qualcosa dagli altri”.

In particolare, l’arcivescovo Lorenzo si è soffermato sull’ultimo atteggiamento, con l’invito a “digiunare dalle cose da cui dipendiamo di più”. Anche dai media, dal social o dalla tv che possono “portare via tempo, creare desideri e tentazioni che portano lontano – sottolinea –. A questo dobbiamo stare attenti, per noi, e per i nostri ragazzi che con essi possono farsi del male”.

Infine l’invito a trovare, in questa Quaresima, sempre più momenti di preghiera personale: “E trasformare questi tempi di lockdown e isolamento in momenti in cui dare più spazio al Signore”. “Chiediamogli di permettere che il nostro cuore si indurisca, che esso sia aperto alla sua Parola per poter camminare dietro a lui con una vita sempre più cristiana”.